mercoledì 22 aprile 2015

PARCO SEMPIONE




L'attuale parco ha origini molto antiche: era infatti riserva di caccia degli Sforza e prendeva il nome di Barcho. Anche l'estensione di allora era decisamente diversa da quella odierna: 3 milioni di metri quadri a fronte dei quasi 400.000 del parco moderno.
A metà del XV sec. l'intera area venne circondata da mura difensive alte 2,5 m con 7 porte turrite munite di campane con funzione di avvistamento ed allarme. Tra le porte ce n'era una che ricordiamo tutt'oggi: il portello. La riserva di caccia infatti arrivava fino all'attuale Fieramilanocity!

Il parco come noi oggi lo conosciamo invece occupa lo spazio utilizzato, a partire dalla Milano asburgica, per le esercitazioni militari che a quel punto non venivano più fatte nella corte maggiore del Castello (la prima area all'interno della struttura).

Esercitazioni militari

Solo nel 1888 si decise di creare l'area verde di cui godiamo ai nostri giorni e che deve il suo nome al vicino corso Sempione aperto da Napoleone per collegare Milano a Parigi.

Va sicuramente riconosciuto il merito al Comune di Milano di avere avuto una idea romantica: intitolare i nomi di quasi tutti i viali del parco a scrittori stranieri i quali però portano il nome di battesimo italianizzato. Goethe infatti è diventato Wolfango, Shakespeare è Guglielmo, Schiller si chiama Federico, così come Byron è più bonariamente chiamato Giorgio...!

Degli 8 accessi al parco sicuramente quello più panoramico è dal Castello. Alla sua destra si apre viale Gadio che porta all'unica testimonianza sopravvissuta dell' Esposizione internazionale del 1906: l'acquario civico.

Dettaglio


Alle spalle dell'acquario si innalza la grande mole dell'Arena Civica.
Questa venne costruita nel 1806 sotto Napoleone utilizzando i materiali di recupero provenienti dalle fortificazioni spagnole del castello abbattute qualche anno prima.
Fu ideata ispirandosi alle antiche arene romane, solo che al posto dei tendoni che servivano a riparare dal sole gli spettatori, furono piantati dei fronzuti alberi che ancora svolgono il proprio dovere!
Sotto il campo sono stati creati spogliatoi, saune, palestre che tutt'oggi vengono utilizzate.
Anche qui, come nei più celebri anfiteatri romani, venivano combattute le famose naumachie...

Naumachie


Palazzina Appiani facente parte dell'arena. Da questa tribuna d'onore si affacciava Napoleone per le sue apparizioni pubbliche




Quasi di fronte all'ingresso dell'Arena verso il parco si trova la fontana dell'acqua marcia (1928) che getta acqua solfidrica. Ad oggi l'abbeveraggio presso questa fonte è interdetto, eppure c'è chi deliberatamente ignora tale divieto sostenendo che quest'acqua non può che fare solamente bene!


Testimonianze della X Triennale (1954) sono invece la biblioteca e il Bar Bianco che venne progettato dalla Centrale del Latte di Milano per poter vendere i propri prodotti ai bambini frequentanti il parco.

Albero davanti alla biblioteca con dedica a Lea Garofalo, vittima della 'ndrangheta




















Nel 1973, in occasione della XV Triennale, si è pensato di donare alla città delle opere d'arte fruibili dai cittadini nell'ambito del progetto "Contatto Arte/Città". Nel contesto del Parco Sempione oggi possiamo ammirare tre opere: Accumulazione Musicale e Seduta di Armand Pierre Fernandez, il Teatro Continuo di Alberto Burri e i Bagni Misteriosi di Giorgio De Chirico.
Accumulazione musicale è un'opera d'arte in cemento armato con cavea in cemento, sedie in ferro e strumenti musicali incisi sul podio. Qui si esibiscono spontaneamente giovani percussionisti... non sempre apprezzati, come ha avuto modo di sottolineare la celebre canzone di Elio e le storie tese!

Accumulazione musicale e seduta

Il Teatro Burri è attualmente in costruzione e permetterà a chi lo desidera di esibirsi in maniera spontanea e non programmata.
I Bagni Misteriosi invece rimangono all'interno del giardino della Triennale; recentemente restaurati, oggi splendono con i propri colori vivaci!


Dalla parte opposta rispetto all'Arena sorge il Palazzo dell'Arte (1933), sede della Triennale, che ospita al proprio interno mostre temporanee di arte moderna, design, moda e comunicazione.
Gli stessi spazi espositivi vengono utilizzati ogni tre anni per l'Esposizione Internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell'architettura moderna (la prossima edizione sarà nel 2016).
In origine invece le Esposizioni avevano una cadenza biennale e si tenevano all'interno delle sale della Villa Reale a Monza.

Seggiovia costruita al Parco Sempione durante la Triennale del 1951

All'interno del Palazzo dell'Arte è possibile inoltre trovare un teatro (Teatro dell'Arte), un ristorante all'ultimo piano con terrazza panoramica, un giardino esterno (e relativo bar) impreziosito da opere moderne, tra le quali il già citato "Bagni Misteriosi".

Giardino esterno con, a sin., "I bagni misteriosi" e a destra il teatro dei burattini


Accanto alla Triennale svetta, con i suoi 108,60 metri, la Torre Branca. Venne inaugurata nel 1933 con il nome di Torre Littoria in occasione della V Triennale, con la semplice funzione di torre panoramica grazie alla sua terrazza posta all'apice e del ristorante sito nel piano sottostante. Inoltre era munita di un faro girevole.

http://www.arredodesigncitta.it

Nel 1939 fu installata un'antenna televisiva della EIAR (oggi RAI), mentre nel 1972 fu completamente abbandonata. Solo nel 2002 è tornata visitabile grazie al restauro della società Branca, anche se purtroppo la terrazza è stata protetta da vetrate e il ristorante chiuso per motivi di sicurezza. Ed è sempre per motivi di sicurezza che l'ultima volta che l'ho visitata sono stato costretto a scendere dalla torre non con l'ascensore, ma utilizzando le scale anti incendio insieme al mio bambino di 7 anni...esperienza indimenticabile!



La torre Branca di notte continuamente illuminata da colori cangianti
Se si decide di uscire dall'uscita verso il Castello, si passerà quasi sicuramente su un ponte metallico qui posizionato a seguito della copertura della cerchia dei navigli (1930). La struttura infatti si trovava in via san Damiano ed era conosciuta con il nome di "ponte delle Sirenette". In realtà tutti lo chiamavano il ponte delle "sorelle Ghisini" perché le quattro statue di sirene che ancora oggi lo adornano erano fatte di ghisa, allora materiale insolito per i ponti.
Sirene oggetto di un rito scaramantico da parte dei giovani che attraversavano il ponte sui navigli: per aver maggior fortuna nella vita toccavano i seni delle sirene ogni volta che vi transitavano vicino.

Il ponte delle Sirenette

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