Chiesa santa Maria Rossa in Crescenzago |
Sin dalle prime comunità cristiane, il culto mariano ha avuto sicuramente un ruolo primario.
Maria (Miriam per i conterranei di Gesù) è sempre stata amata dai fedeli, in particolar modo dagli abitanti dello Stivale, notoriamente attaccati alla figura materna. Dunque non deve stupire se in Italia quasi 10.000 chiese siano dedicate alla Madonna.
Milano in questo non fa di certo eccezione. Eppure, quando tre chiese vicine portano tutte lo stesso nome, allora nasce l’esigenza di distinguerle. E quale modo migliore se non ricorrere ai colori? Ecco dunque che nella zona nord-est del capoluogo lombardo sorgono la chiesa di Santa Maria la Rossa, Santa Maria la Nera e Santa Maria la Bianca.
Squisita è l’origine del nome di Santa Maria Bianca in Casoretto. Una delle tracce più antiche all’interno di questa chiesa del XV secolo è un adorabile affresco di una Madonna di bianco vestita. “Santa Maria Nera” (il suo vero nome però è chiesa del Santissimo Redentore) deve il suo nome, molto più prosaicamente, a una statua Mariana nera, nera come quella che è possibile trovare nel santuario di Loreto, nelle Marche.
Vergine Bianca della Misericordia di Casoretto |
Quella più affascinante, almeno a mio avviso, è Santa Maria Rossa in Crescenzago, da non confondere con Santa Maria Rossa alla Fonte (sul Naviglio Pavese) e Santa Maria Rossa in Monzoro.
Quando si è pensato al colore rosso per soprannominare la chiesa, di sicuro non si è fatto un grande sforzo di fantasia: il romanico lombardo si avvale del materiale più abbondante in zona, ossia mattoni rossi fatti con l'argilla.
S,ta Maria Rossa in Crescenzago, interni |
In quel di Crescenzago c’era nel X sec., una cappella dedicata alla Vergine. Nel XII sec. è stata trasformata in una canonica retta dagli agostiniani, i quali vivevano nell'edificio prospiciente la chiesa.
Esattamente un secolo fa si è deciso di effettuare dei restauri pesanti all'edificio religioso, il quale oggi brilla per armonia e bellezza, ma poca originalità. Molti elementi interni e esterni infatti sono solo apparentemente antichi. In primis il pulpito in pietra con i suoi gatti buffi.
Pulpito, dettaglio |
Originale invece è la piccola lapide marmorea all'ingresso (ormai illeggibile) che recita Nel castissimo tempio delle Vergine, bisogna essere casti.
La facciata riporta, come decorazione, degli elementi decorativi giallo verdi. Per la loro forma convessa possono ricordare delle scodelle, forse a ricordo del fatto che anticamente i pellegrini potevano trovare rifugio (e un piatto di zuppa calda nei giorni invernali) nel convento degli agostiniani.
Dettaglio della facciata |
L'ex convento ad oggi spicca grazie al suo aspetto esterno per metà ruspante e per metà elegante. Nel 1772 è stato soppresso e poco dopo rilevato dall'agronomo Domenico Berra, il quale lo ha trasformato in una cascina. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale Crescenzago era diventato un quartiere popoloso e decisamente poco agricolo. Per questa ragione nel 1980 Casa Berra (l'ex convento agostiniano) è stata trasformata in un condominio… e che condominio! L'edificio è molto elegante anche grazie alle tracce del passato che si mischiano a quelle contemporanee. A partire dal 2019 infatti opera l' Associazione Culturale Casa Berra che permette al condominio di brillare di originalità (oltre che di bellezza): i suoi spazi ospitano opere artistiche contemporanee. Così è davvero emozionante passeggiare nei cortili interni del palazzo, tra opere enigmatiche, rondini che ti sfiorano la testa, paciosi gatti domestici e bambini che donano gioia a ciò che rischiava di essere completamente abbandonato (e magari trasformato in un moderno condominio a due passi dalla metropolitana)!
Casa Berra |
Casa Berra, cortile interno |
Casa Berra, interni |
Altra testimonianza antica sopravvissuta tra palazzoni moderni è la chiesa di santa Maria Bianca della Misericordia, nel quartiere Casoretto.
Santa Maria Bianca della Misericordia in Casoretto |
La chiesa e l'abbazia sono del XV sec. (anche se la facciata è stata rifatta nel 1927 seguendo un gusto rinascimentale) e ospitavano i canonici lateranensi. Fa impressione vedere le immagini di fine Ottocento e accorgersi di quanto sia stato recentemente fatto per riportare gli ambienti dell'antica abbazia a un aspetto, se non del tutto originale, almeno ordinato e armonico. Ambienti che oggi ospitano servizi per disabili (dove a lungo ho lavorato).
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Chiesa e abbazia, 1899 |
La retrostante via Mancinelli è diventata tristemente famosa in seguito all'attentato a Fausto e Iaio: due ragazzi di sinistra assassinati da coetanei di destra durante i famigerati Anni di Piombo (agguato avvenuto il 18 marzo 1978).
Graffito in via Mancinelli |
Piazzale Loreto è conosciuta in tutto il mondo per alcuni episodi legati alla Resistenza e ad oggi è sicuramente ricordata per essere una importante stazione della metropolitana.
Eppure non tutti sanno che, se questo luogo milanese si chiama così, lo si deve ad una statua alloggiata in una chiesa, non più esistente, a due passi dall'odierno piazzale.
Statua posta nella prima cappella navata sinistra, chiesa del Santissimo Redentore |
La statua inizialmente era nera (da qui il soprannome di santa Maria la Nera dato all'ex chiesa ospitante) poiché creata come quella originale a Loreto. Con il tempo però è stata ridipinta con colori molto più nostrani.
In origine la struttura religiosa, con al suo interno la statua, si trovava nell'attuale piazza Argentina; aveva dimensioni enormi, si chiamava Monastero di santa Maria di Loreto fuori Porta Orientale e venne inaugurato nel 1641. La sua edificazione fu lunga e articolata; eppure sopravvisse solo 140 anni, dato che poi venne soppressa dal solito Giuseppe II d'Asburgo.
Solo nel 1900 il popoloso quartiere di corso Buenos Aires ha potuto avere una parrocchia tutta sua; in quell'anno infatti è stata inaugurata la chiesa del Santissimo Redentore nella vicina via Giovanni da Palestrina.
Chiesa del Santissimo Redentore |
Quest'ultima chiesa è luogo di opere d'arte che fanno parlare di sé. Sull'altare maggiore infatti spicca una ottocentesca statua di Gesù Redentore, la quale si presenta con mani posizionate in maniera decisamente strana. E' ormai appurato che in origine impugnava una grande croce lignea, poi rimossa per volere dei sacerdoti di questa parrocchia.
Svelato il mistero.
Statua di Gesù Redentore |
A Casa Berra anche una finestra rotta può diventare arte |
Casa Berra |
Sala Capitolare in Casoretto con affreschi raffiguranti i santi Carlo e Federico Borromeo |