sabato 4 aprile 2026

Piccola Milanocuriosa: mini guida pratica per BAMBINI

Statua della Nuova Legge, Duomo di Milano


Quante volte noi adulti ci siamo lamentati del fatto che i ragazzi di oggi vengono completamente risucchiati dalla tecnologia?

Quella che segue è una piccola guida pratica, capace di offrire alle figure educative validi spunti per spingere i teenager a uscir di casa.


Se chiediamo ai ragazzi di oggi quali sono i monumenti più famosi di Milano, probabilmente ci sentiremo rispondere Duomo e Castello Sforzesco.

Dunque partiamo proprio da questi due luoghi così iconici per la nostra città.

Qualora si desideri conoscere la cattedrale cittadina da un punto di vista curioso ed accattivante, la cosa più semplice da fare è leggere il post di questo blog Il Duomo, fabbrica di stupore

Tuttavia, nonostante gli innumerevoli aspetti intriganti di quella che ancora oggi risulta essere la quarta chiesa più grande del mondo, l'esperienza più coinvolgente per i nostri giovani "turisti" è senz'altro la salita sulle terrazze.

Esperienza che però non risulta essere inclusiva: da metà percorso in avanti infatti, per poter salire, bisogna fare obbligatoriamente delle scale (peraltro spesso strette e consumate dai passi fatti in seicento anni di esistenza del Duomo) che tendono ad escludere chi ha difficoltà motorie. Ad ogni modo, anche vista l'esuberanza motoria giovanile, quello che mi sento di consigliare è di evitare di prendere l'ascensore e farsela tutta a piedi. Risulterà essere alla fine una esperienza faticosa, ma divertente. La vista dalle terrazze inoltre saprà ripagare i 250 scalini percorsi in salita (e poi in discesa). Dalle terrazze ci si potrà allenare ad individuare la propria zona di residenza, oppure luoghi iconici della città come il castello, lo stadio… Visuale coadiuvata anche da potenti binocoli. Emozionante anche per i più piccoli e scalmanati è stare letteralmente all'ombra della Madonnina, la quale domina la città con una insolita alabarda in mano. Cos'è quell'arma? In realtà questo strumento di morte medievale altro non è che un pratico parafulmine!

La Madonnina


La visita in Duomo permetterà a questi "turisti per casa" (e non) di visitare l'interno della chiesa (cosa che non sempre è stata fatta dai milanesi adulti, i quali spesso si vantano di aver viaggiato in tutto il mondo...senza aver mai visto il proprio duomo…).

Elemento sicuramente intrigante, protagonista di un incredibile racconto, è la storia del mostro Tarantasio, il quale può fregiarsi dell'onore di avere una statua che lo rappresenta sulla facciata di questa bella cattedrale! (Tarantasio: il mostro che inquina l'aria cittadina).

Il mostro Tarantasio


Oltre a questa curiosità, però il Duomo di Milano può vantarsi di aver ispirato la Statua della Libertà (posizionata sopra il portale principale, vedi foto iniziale), custodire un chiodo di Gesù ed avere una statua bella ed impressionante: quella di san Bartolomeo Apostolo (oggi posizionata nel deambulatorio dietro il presbiterio).


Se ora ci spostiamo nel vicino Castello Sforzesco, ci sorprenderemo di quanto questo maniero sia in grado di attirare l'attenzione dei ragazzi, soprattutto se maschi e affamati di storie di guerre.

Tutto ciò che di più curioso custodisce il castello lo possiamo leggere in questi post che trattano proprio di questo emblematico monumento milanese. CASTELLO SFORZESCO. LA STORIACASTELLO SFORZESCO DESCRIZIONE, parte 1CASTELLO SFORZESCO DESCRIZIONE parte 2CASTELLO SFORZESCO. MUSEI

Un elemento su tutti: se ci rechiamo nei musei del Castello, è possibile ammirare quello che ancora oggi viene chiamato "l'automa". Era questa una meraviglia capace di impressionare i milanesi del XVII sec., ovvero un demonio azionato con un meccanismo a manovella, capace di ruotare la testa, roteare gli occhi, fare linguacce ed emettere un suono terrorizzante!

Automa


Se poi la visita guidata avverrà con la bella stagione, sarà possibile approfittarne per fare una bella partita a pallone, piuttosto che fare altri giochi all'aperto, nel vicino PARCO SEMPIONE.

Parco cittadino che offre la possibilità di fare una visita all'acquario, ma soprattutto godere di un eccezionale panorama dalla Torre Branca.

Torre Branca


Eppure la torre del Parco Sempione non è l'unico punto panoramico (oltre alle terrazze del Duomo). Se ci accorgiamo che abbiamo a che fare con ragazzi "che stanno quasi per esplodere" per colpa dell'adrenalina, allora la Montagnetta di san Siro farà proprio al caso nostro (è possibile leggere la sua storia e le sue caratteristiche nel seguente post, STORIA CURIOSA DELLA CITTA' DI MILANO). Monte Stella che sarà capace di far commuovere con le sue storie di milanesi sfollati o di eroi di tutto il mondo, nonché sarà in grado di far stupire tutti con una bella merenda sulla sua sommità.



La visione più emozionante che si può avere dall' "alto" dei 50 metri della montagnetta è la visione dello Stadio Meazza. Quest'ultimo offre la possibilità di poterlo visitare addentrandosi addirittura negli spogliatoi (Museo san Siro)!



Eppure, una volta allo stadio, non si può non andare a visitare il cavallo di Leonardo all'ingresso dell'Ippodromo.

Cavallo di Leonardo
all'ippodromo


A proposito del famoso genio toscano, forse non tutti sanno che…Leonardo visse a Milano per più di 20 anni. Qui trascorse gli anni suoi più belli e, nonostante la sua indole un po' solitaria, fece molta vita mondana. In particolar modo aveva l'abitudine di frequentare le feste organizzate da Cecilia Gallerani, la famosa Dama con l'Ermellino. Qui, attualmente in via Rovello 2, presso il Palazzo Carmagnola, abitava l'amante del duca di Milano e sempre qui è possibile ancora oggi ammirare una meridiana progettata da Leonardo stesso. Eppure l'autore della Gioconda è passato alla storia per aver inventato degli indovinelli quasi impossibili da risolvere. 

Qual è quella cosa che dagli uomini è molto desiderata e quando la possiedono non sanno di possederla? (il sonno)

Ci sono alcuni cacciatori di animali che quanti più ne piglieranno, tanti meno ne avranno. Di quali animali stiamo parlando? (pidocchi)


Milano è ancora oggi talmente riconoscente a questo incredibile artista toscano, che gli ha intitolato uno dei musei più importanti della città. Il museo della scienza e tecnologia porta infatti il suo nome e la sua visita risulta essere molto coinvolgente per i bambini e i ragazzi che lo frequentano. Per una conoscenza curiosa e coinvolgente, leggi il post di questo blog che ne parla (Via san Vittore).

Sottomarino Toti 
foto tratta da www. milanopost.info


Per quanto riguarda i musei, solo erroneamente si può pensare che questi non possano essere coinvolgenti per le nuove generazioni. Mi è capitato infatti di portare in visita alcuni studenti al Palazzo di Brera e conseguentemente alla sua pinacoteca; i ragazzi in questione risultavano particolarmente disinteressati a tutto ciò che è cultura, eppure un tour curioso e coinvolgente è risultato essere di loro gradimento. Qui di seguito il link della pinacoteca e il post di questo blog con tutti gli aspetti più insoliti (Palazzo di Brera).

Altra meta classica per i ragazzi, e in particolar modo per le scolaresche, è sicuramente il museo di storia naturale, con i suoi dinosauri e animali tassidermizzati. Tuttavia pochi sanno che, nei pressi di questo museo, è possibile visitare due luoghi incredibili. Per poterlo fare dobbiamo però attraversare corso Venezia, passare sotto un imponente arco inserito in un elegante palazzo, per poi giungere nel quartiere più silenzioso della città (il famoso Quadrilatero del Silenzio). Qui infatti è possibile passeggiare lungo le eleganti vie Serbelloni, Mozart, Vivaio e Cappuccini e ammirare il primo citofono d'Italia (via Serbelloni 10). Eppure questo si presenta ancora oggi in forme decisamente diverse dai normali citofoni moderni. Si tratta di un orecchio dalle notevoli dimensioni, che aveva il compito di accogliere le richieste degli ospiti dei condomini. Se si desiderava parlare con un abitante di questo prestigioso palazzo infatti, bastava accostarsi al condotto uditivo e parlare con il custode (l'orecchio comunicava direttamente con la sua guardiola). La vera fatica poi era tutta del portinaio, il quale aveva il compito di scorrazzare su e giù per le scale dello stabile per avvisare il condomino in questione.

Primo citofono d'Italia


Tuttavia, prima di giungere in via Serbelloni 10 con il suo bell'orecchio, sarà inevitabile transitare da via dei Cappuccini 7 dove ad attenderci c'è una vera e propria sorpresa. Nel giardino della Villa Invernizzi (fondata dal titolare dell'omonima fabbrica di formaggi), possiamo trovare una colonia di una decina di fenicotteri rosa. La loro storia è davvero particolare: Romeo Invernizzi desiderava vivere in campagna a contatto con la natura, mentre la moglie Enrica Pessina desiderava una bella villa in città. Tali e tante furono le discussioni tra i due coniugi che alla fine vinse (come al solito;) la moglie. Eppure Romeo volle un angolo di natura incontaminata nel proprio giardino. Ecco dunque che portò dall'Africa gli antenati degli esemplari che possiamo ammirare oggi. Da allora questi pennuti vengono amorevolmente accuditi e, per evitare che spicchino il volo, le loro ali vengono leggermente accorciate. 


Se, nel raccontare questa storia, notiamo che qualche ragazzo si è incuriosito all'idea che quel palazzo ospitasse una persona così importante (il titolare della Invernizzi), allora vuol dire che siamo pronti per trasferirci in un angolo di Milano che tanto ci ricorda Hollywood: la walk of fame meneghina

Walk of Fame di Milano


Eppure, a due passi da questo insolito luogo, possiamo trovare la curiosità per eccellenza di Milano, quella capace di lasciare a bocca aperta qualunque persona (soprattutto i coraggiosi bambini): san Bernardino alle Ossa!

S. Bernardino alle Ossa


Se poi, magari in tema Halloween, desideriamo rimanere su argomenti macabri, allora possiamo fare una passeggiata in corso di Porta Romana 3, dove addirittura è possibile trovare la casa del Diavolo.

Casa del Diavolo


Il Demonio è sempre stato molto presente nelle storie popolari, e anche a Milano esistono svariati luoghi che vedono Lucifero protagonista. Addirittura vicino alla Basilica di sant'Ambrogio esiste la porta per l'inferno, chiamata Colonna del Diavolo. E' questa solo una delle tante curiosità capaci di coinvolgere anche un pubblico particolarmente giovane all'interno della chiesa del santo patrono milanese. Sant'Ambrogio p1 Sant'Ambrogio p2

Colonna del Diavolo


Altra chiesa capace di stupire i piccoli turisti è quella di santa Maria presso san Satiro (via Torino, angolo via Speronari). Al nostro ingresso questo scrigno rinascimentale potrà apparire una graziosa chiesa come tante altre; eppure la parte dietro all'altare conserva un segreto: in soli 90 cm di profondità, quel genio del Bramante è stato in grado di far apparire un'abside profonda un paio di metri. Magico potere della prospettiva!

Prospettiva del Bramante
chiesa santa Maria presso san Satiro


Esaurito il capitolo chiese, ora siamo pronti per recarci in Galleria a sgomitare con i turisti per schiacciare le palle a quel povero Toro che puntualmente si ritrova eunuco (Galleria). Eppure questo non è l'unico rituale porta fortuna in città: sul portale centrale del Duomo avremo infatti modo di farci un bel selfie con il flagellatore di Cristo, mentre al Parco Sempione potremo "molestare" una bella Sirenetta (Tradizioni milanesi)

Mosaico del Toro in Galleria


Visto il clima ilare che si crea ogni qualvolta "si fa violenza" al simbolo della città di Torino in Galleria, possiamo approfittarne per andare a giocare al telefono senza fili nella vicina piazza Mercanti. Sotto i portici dell'antico Palazzo della Ragione infatti è possibile confidarsi segreti senza farsi sentire da nessuno. Basterà posizionarsi di fronte all'angolo interno del portico, così come il proprio interlocutore all'angolo opposto, che subito ogni piccolo sussurro sarà udito da chi ci sta esattamente dietro.

Palazzo della Ragione


Anche nella moderna e stilosa piazza Gae Aulenti esistono degli strani tubi che servono a parlare con chi si trova dalla parte opposta.

Telefono senza fili in piazza Gae Aulenti


E' quest'ultima piazza un luogo di ritrovo molto gradito dai ragazzi milanesi, con i suoi grattacieli e negozi alla moda. 

Altro quartiere ben gradito dai giovani è la cosiddetta "China Town milanese". Per conoscere la sua storia leggi Storia curiosa della città di Milano. Eppure, tra un ristorante e un negozio di vestiti, questa zona dedita al moderno commercio conserva al proprio interno tracce antiche degne di nota: un superstite campanile tra moderne palazzine e una chiesetta riconvertita a birreria.

Torre Liprando in Chinatown


A proposito di locali, Milano è entrata nel Guinness dei Primati grazie al bar più piccolo del mondo sito in una delle zone più turistiche della città: i Navigli. Qui, tra un gelato e un tramonto sull'acqua, è possibile anche fare una bella scorpacciata di fumetti grazie a una libreria molto frequentata dai ragazzi: Funside.

Bar più piccolo del mondo


Se dopo questa "botta di vita" nelle location classiche della movida (è sempre di tendenza usare termini stranieri;), desideriamo affrontare tematiche meno futili, allora possiamo conoscere Gorla con la sua strage dei piccoli martiri e Lorenteggio con i suoi "14 fiori strappati dal vento" (strage di bambine delle elementari negli anni Cinquanta).

Monumento ai Piccoli Martiri di Gorla 


Eppure si sa, a parlar di cose tristi con i bambini, c'è il rischio di spaventarli o vederli scappare via a gambe levate, quindi a questo punto è il caso di alleggerire… molto alleggerire.

Ci trasferiamo davanti al Palazzo della Borsa, che tanto ha reso celebre la capitale finanziaria d'Italia. Qui fa bella mostra di sé un grande dito medio che tanta ilarità suscita in chiunque. E' questa una scultura di 11 metri dell'artista Maurizio Cattelan. Il suo nome ufficiale è L.O.V.E. (Libertà, Odio, Vendetta, Eternità), ma tutti ormai la chiamano "il dito di Cattelan". A primo acchito può sembrare semplicemente un gesto volgare, in realtà è una mano aperta alla quale sono state mozzate tutte le dita ad esclusione del medio. La sua collocazione non è casuale: l'artista infatti desiderava esprimere in questa maniera tutta la sua (e non solo sua) acredine nei confronti della Borsa e affini che tanti danni hanno causato in questo paese (la collocazione in questo posto avvenne 2 anni dopo la crisi finanziaria del 2008).

Dito di Cattelan


Ora se desideriamo passare da un'espressione artistica solo apparentemente volgare ad una decisamente più aulica, dobbiamo trasferirci in piazza Beccaria dove è possibile trovare il Teatro Gerolamo, storicamente sede degli spettacoli per bambini. Qui potevamo assistere (e ancora oggi avviene) alle recite delle marionette della compagnia Colla. Spettacolo che risulta essere particolarmente emozionante poiché il teatro è stato progettato imitando la vicina Scala.

Teatro Gerolamo


Quando passeggiamo per Milano, prendiamo l'abitudine di alzare lo sguardo, perché spesso i dettagli più belli e curiosi li possiamo trovare sopra la nostra testa. Ad esempio, alcuni palazzi presentano sul proprio portone dei numeri molto alti. Erano questi i famosi "numeri civici teresiani". Fu grazie all'imperatrice austriaca Maria Teresa che a Milano vennero introdotti i numeri sui palazzi. Prima di allora infatti per dare indicazioni stradali bisognava far riferimento a ciò che si poteva trovare lungo il tragitto.

Eppure il criterio di numerazione degli edifici nel XVIII sec. era decisamente diverso da quello attuale: infatti i numeri partivano da Palazzo Reale (n° 1) e crescevano a spirale fino all'ultimo palazzo della città che poteva avere una numerazione decisamente alta (ad es. il palazzo nella foto porta il numero 5307).

Numeri teresiani



Prima di abbandonare il centro, diamo un'occhiata d'insieme al plastico per non vedenti che possiamo trovare a due passi da piazza san Babila. Questo piccolo capolavoro diverte i più piccoli e ci dà l'idea di dove ci troviamo. Eppure, se desideriamo salutare il cuore di Milano dall'alto, non ci rimane che godere dell'ultimo (giuro) panorama salendo in cima alla Rinascente. "Scalata" decisamente divertente e intrigante per chi ama vagare tra gli scaffali.

Modellino di Milano


Per conoscere l'ultima meta di questa nostra passeggiata, non solo dobbiamo abbandonare il centro, ma anche la città stessa. Destinazione: Aeroporto di Malpensa! Qui infatti è possibile trovare il divertente museo Volandia, dove è possibile pilotare un aereo grazie a dei simulatori in grado di farti sentire su un vero e proprio veicolo.

Simulatore di volo a Volandia


Elemento imprescindibile per una visita guidata con i ragazzi è conoscere i loro interessi. Se il pubblico che abbiamo davanti risulta essere particolarmente attratto dalle storie (ambientate in città), allora Milanocuriosa è in grado di offrire dei racconti curiosi e intriganti, in grado di far conoscere la metropoli con i suoi tanti angoli sconosciuti (storiestorie capitolo 2)


Insomma, bisogna ammettere che questa città non lesina spunti di apprendimento, riflessione e divertimento per i più piccoli. Scopo di questo mio scritto era senz'altro far alzare il naso dai device e spingere questa generazione così casalinga a uscire dalla propria cameretta. Ci sono riuscito?

Scrivilo nei commenti di questo post,

oppure via mail a milanocuriosa@gmail.com

oppure su Facebook

oppure…



lunedì 23 febbraio 2026

BASILICA DI SAN LORENZO ALLE COLONNE: BENVENUTI A MEDIOLANUM!



Se tutti ormai sanno che Roma è stata la capitale di un grande impero, pochi invece sono a conoscenza del fatto anche Milano è stata la capitale… dell'Impero Romano!

Nel 286 d.C. infatti la sede imperiale divenne Mediolanum (attuale Milano) e qui vi rimase fino al 402.

Eppure, mentre a Roma è ancora possibile ammirare molte testimonianze storiche di quel periodo, a Milano non c'è rimasto più niente (o quasi).

Nel 539 infatti una "simpatica" popolazione che prende il nome di Goti ha pensato bene di far "tabula rasa" di quella che all'epoca era una splendida città.

Dunque, per poter trovare ciò che resta dell'antica Mediolanum, bisogna armarsi di pazienza e improvvisarsi novelli Indiana Jones.

Anche l'antica basilica di san Lorenzo alle Colonne non fa eccezione, in quanto a scarsezza di tracce romane. 

Ci troviamo poco fuori le mura dell'antica Mediolanum, sulla strada che portava a Ticinum (oggi Pavia), a due passi dal Palazzo Imperiale. Qui sorse, con tutta probabilità nel V sec., un' antica basilica.

Il sapore di questo vetusto luogo di culto lo si può ancora oggi assaporare entrando in chiesa, ma le tracce di quella che doveva essere la basilica durante l'Impero sono davvero poche.

Nel corso del tempo infatti la chiesa è cambiata notevolmente, purtroppo.

Si pensa che fino all'XI sec. fosse ricca e splendente; per poterla edificare furono addirittura impiegati ben 10 kg di oro!

I mosaici erano i veri protagonisti di questo sfarzoso luogo di culto: l'antica cupola era presumibilmente decorata con una infinità di tessere in gran parte d'oro, la parte bassa del suo muro perimetrale e i pilastri sfoggiavano marmi e porfido, mentre il pavimento era ricoperto da piastrelle bianche e nere.

Di tutta questa ricchezza è rimasto solo qualche lacerto di mosaico nell'atrio della cappella di sant'Aquilino, nonché un residuo di antico pavimento all'ingresso di quella dedicata a san Sisto.

Lacerto di antico pavimento, cappella di san Sisto

Causa di questa devastazione non furono tanto le invasioni barbariche, quanto incendi, crolli e terremoti.

Come al solito, la fantasia popolare ci impiegò poco a inventare un episodio capace di spiegare un grave incendio avvenuto attorno all'anno 1000.

Correva il 1071, quando una cicogna decise di fare il proprio nido su una delle quattro torri campanarie di san Lorenzo. Una volta schiuse le uova, la cicogna, da brava mamma, decise di lasciare il nido per andare alla ricerca di cibo per i suoi piccoli. Saputa la notizia, il serpente riuscì ad arrampicarsi fino in alto e a mangiare tutti i cuccioli. Al suo arrivo la cicogna non trovò più i piccoli e andò su tutte le furie. Tale e tanta fu la sua rabbia, che riuscì a recuperare un tizzone ardente e con quello uccidere il serpente che nel frattempo si era addormentato al calduccio del bel nido. Tuttavia nel fare questo, diede fuoco al rifugio di paglia ormai tristemente orfano dei suoi piccoli. Il fuoco in un attimo si estese all'intera basilica, cancellando tracce preziose di un passato romano glorioso.

Insomma, se ad oggi rimane poco degli antichi fasti mediolanensi in san Lorenzo lo dobbiamo al solito serpente che è capace solo di fare danni (Eva docet)!


Altro evento catastrofico avvenne nel 1573. Durante una celebrazione liturgica, si verificò il crollo della cupola, per fortuna senza causare vittime. Il cardinale Carlo Borromeo, data l'importanza dell'edificio, si prodigò affinché i lavori per la ricostruzione avessero immediatamente inizio.

Dodici anni dopo, durante la ricostruzione, si verificò un fatto miracoloso che era stato predetto dall'arcivescovo stesso: un'inferma fu infatti guarita davanti a un dipinto della Madonna del Latte, esposto su un muro perimetrale esterno della basilica. In seguito a quest'evento, le donazioni si moltiplicarono, permettendo un più rapido avanzamento dei lavori di ricostruzione. Tuttavia i lavori di rifacimento della cupola terminarono più di 50 anni dopo e in tale occasione, per volere di Federico Borromeo, il dipinto della Madonna del Latte venne trasferito sull'altare maggiore, dove rimane tuttora.

Madonna del Latte


Eppure san Lorenzo, nonostante il suo aspetto decisamente più dimesso rispetto a una volta, rimane una delle chiese più affascinanti della città.

Si rimane incantati a osservarla dall'esterno, nel Parco delle Basiliche, di sera quando è magistralmente illuminata.



La sua forma è decisamente insolita e originale.

Non si presenta nel classico aspetto a croce latina, bensì a forma quadrata con cappelle laterali. Ogni cappella presenta inoltre un campanile (san Lorenzo ne ha dunque 4) edificati per poter dare stabilità alla struttura.

L'interno invece è a forma circolare, con deambulatorio tutto intorno e matroneo al piano superiore (quest'ultimo è una preziosa testimonianza dell'antica basilica paleocristiana).

Interni

Visto il suo aspetto circolare, l'acustica è davvero eccellente, tanto che il celebrante potrebbe addirittura fare a meno del microfono.

Eppure le tracce romane sono ben visibili sin dall'esterno. Questa chiesa infatti è famosa per le sue 17 colonne (16 enormi e una piccolina sulla loro sommità) di origine romana che facevano parte forse di un antico quadriportico che precedeva la basilica. Le stesse molto probabilmente provengono da un antico tempio che doveva trovarsi non distante dal Palazzo Imperiale. Le colonne, oltre a essere diventate iconiche per Milano, delimitano lo spazio occupato dai ragazzi che ogni sera animano la piazza antistante la basilica (attenzione che oltre le colonne passa il tram!).

Colonne di san Lorenzo


Movida alle colonne
Foto tratta da www. zero.eu

La presenza della movida però la si può riscontrare in segni ben tangibili in questa zona. Le superfici esterne infatti sono pasticciate da odiosi tag. Il murales di via Pio IV (uno dei più belli della città) è stato irrimediabilmente pasticciato e la statua dell'imperatore Costantino presenta degli adesivi sulla cintura.

Graffito di via Pio IV


Statua dell'Imperatore Costantino

Quest'ultima opera d'arte è la copia del 1939 di una statua romana sita in san Giovanni Laterano. Venne posizionata qui dopo gli sventramenti della piazza avvenuti in quegli anni. Nel corso del tempo infatti questo spazio si riempì di case povere ed abusive che poggiavano sulle strutture della basilica. Quando finalmente vennero abbattute, si decise di posizionare in questo luogo la statua dell'imperatore autore dell'editto di Milano, con il quale finalmente i cristiani nel 313 d.C. poterono professare la propria religione senza il rischio di essere sbranati dai leoni.

Sagrato di san Lorenzo nei primi anni del Novecento

Le catapecchie non solo si presentavano sulla piazza antistante la basilica, ma anche al posto dell'attuale parco delle Basiliche. Nell'immediato secondo dopoguerra infatti si decise di eliminare questi edifici ormai abbattuti dalle bombe degli Alleati e creare così un magnifico parco che permette di ammirare sia san Lorenzo che sant'Eustorgio dall'esterno.

La zona è stata fino a poco tempo fa poco raccomandabile. Qui nel 2000 si decise di chiudere lo spazio con una cancellata per poter controllare più agevolmente il fenomeno dello spaccio. Ai giorni nostri abitare in questa zona è sicuramente uno status symbol, ma anticamente lo spazio della Vetra (corso d'acqua che qui passava) era pericolosa oltre che popolare.


Celebre è la canzone "La povera Rosetta" la quale narra di una giovane prostituta che qui svolgeva il proprio mestiere e che nel 1913, all'età di 18 anni, venne uccisa a botte da parte di due agenti dell'ordine pubblico.

Il tredici di agosto,

in una notte scura,
commisero un delitto
gli agenti di questura.

Hanno ammazzato un angelo:
di nome la Rosetta.
Era di piazza Vetra,
battea la Colonnetta.

Chi ha ucciso la Rosetta
non è della Ligera:
forse viene da Napoli,
è della Mano Nera.

Rosetta, mia Rosetta,
dal mondo sei sparita,
lasciando in gran dolore
tutta la malavita.

Tutta la malavita
era vestita in nero:
per ‘compagnar Rosetta,
Rosetta al cimitero.

Le sue compagne, tutte,
eran vestite in bianco:
per ‘compagnar Rosetta,
Rosetta al camposanto.

Si sente pianger forte
in questa brutta sera:
piange la piazza Vetra
e piange la Ligera.

Oh, guardia calabrese:
per te sarà finita;
perché te l'ha giurata
tutta la malavita.

Dormi, Rosetta: dormi
Giù nella fredda terra;
a chi t'ha pugnalato,
noi gli farem la guerra;

a chi t'ha pugnalato
noi gli farem la guerra


Sin dal medioevo dietro san Lorenzo venivano bruciate le streghe e, a ricordo di questa zona infausta, è stata posizionata la statua di san Lazzaro (per conoscere la storia di una vittima di questi roghi, leggi il mio post CATERINA MEDICI: QUANDO A FAR LA DIFFERENZA E' UNA PARTICELLA DEL COGNOME).

Statua di san Lazzaro


Se adesso la nostra attenzione si sposta all'interno della basilica, non possiamo non visitare la sua cappella più prestigiosa, ossia quella di sant'Aquilino (ingresso a pagamento, € 2,00)


S. Aquilino era un sacerdote tedesco vissuto e assassinato a Milano nel XI sec per mano degli eretici che egli stesso combatteva. Il suo cadavere venne abbandonato in un fosso e dopo poco ritrovato dai facchini del tempo i quali decisero di trasportare le spoglie in santa Maria Maggiore. Eppure, complice la densa nebbia di fine gennaio, si persero e si ritrovarono davanti alla basilica di san Lorenzo. Qui deposero le sacre reliquie nella cappella della Regina (oggi intitolata al santo) e diedero il via all'antica tradizione di portare in dono ogni 29 gennaio (giorno in cui si festeggia il santo) una damigiana con 50 litri di olio che doveva servire per alimentare la lampada davanti all'urna. In cambio i facchini ricevevano un cartoccio con pane e formaggio. A seguire i membri della corporazione dei facchini si disperdevano nelle numerose osterie una volta presenti nei paraggi di san Lorenzo, per festeggiare degnamente sant'Aquilino. 

Il corteo dei facchini partiva da via della Palla (zona via Torino) per poi giungere in san Lorenzo. Tutte le vie percorse dal corteo erano addobbate con drappi bianchi e rossi (i colori della città). 

Ad oggi tutto è cambiato: i moderni trolley hanno rubato il mestiere ai facchini; la relativa corporazione non esiste più. Nel frattempo però il posto dei facchini è stato preso dal Comune di Milano il quale, la domenica successiva al 29 gennaio, invia un rappresentante a consegnare un carico importante di candele alla parrocchia. La lampada non veglia più sul sepolcro del santo e dunque l'olio che serviva ad alimentarlo non serve più.

Sepolcro di sant'Aquilino

La cappella probabilmente era un mausoleo per la moglie dell'imperatore Valentiniano I, Giustina. Fu collegata successivamente alla basilica tramite l'atrio, nel quale possiamo ancora trovare quello che rimane degli antichi mosaici. Ad accogliere nella cappella il visitatore che proviene dall'atrio è una cornice marmorea del I sec. d. C., probabilmente ultimo ricordo dell'antico circo che sorgeva nei pressi di san Lorenzo.

Lacerti di mosaici tardoromani
che rappresentano alcuni Apostoli


Antica cornice marmorea

La cappella è a base ottagonale, con nicchie absidate e catini decorati con antichi mosaici. Di questi ultimi ne sono rimasti solo due: Cristo tra gli apostoli e Cristo sul carro solare (un po' come Elio, la divinità pagana che aveva il compito di trasportare il sole).

Ed è proprio sulle tessere di quest'ultimo mosaico che durante il giorno di Natale avviene qualcosa di magico: all'alba infatti i raggi del sole vanno a illuminare quest'opera che vede protagonista proprio la nostra stella. 

Mosaico del Cristo sul carro solare

Lo sfondo dell'altro mosaico invece è composto da tessere d'oro ed è uno dei primi mosaici d'Europa ad essere decorato in questa maniera.

Mosaico di Cristo tra gli apostoli

La cappella che si apre in fondo a sant'Aquilino custodisce l'urna con le reliquie del santo e venne fatta edificare per volere di san Carlo nel XVI  sec. Dietro l'altare si trova una scala che conduce alle fondamenta della struttura. Qui è possibile ammirare il materiale di riciclo utilizzato per la costruzione delle fondamenta di san Lorenzo e proveniente dalla vicina arena romana ormai scomparsa.

Fondamenta della basilica

Anfore di origine imperiale utilizzate per la costruzione
della cupola della cappella di sant'Aquilino.
Servivano per alleggerire la struttura
ed erano inserite tra la volta interna e il tetto esterno


La cappella Cittadini deve il suo nome all'omonima nobile famiglia milanese la quale la fece completamente restaurare nel XVI sec., cancellando in questa maniera la decorazione precedente del XIII sec. Ad oggi quello che rimane degli antichi affreschi sono solo alcune di figure di elefanti e un Cristo benedicente.

Graziosi lacerti di affreschi 


Per giungere all'interessante cappella di san Sisto, si passa davanti a quella paleocristiana di sant'Ippolito. E' quest'ultima una cappella molto utilizzata dai parrocchiani come luogo di preghiera e non presenta elementi particolarmente curiosi al proprio interno.

Cappella di sant'Ippolito


La cappella di san Sisto presenta un soffitto interamente affrescato nel Seicento nel quale spicca la figura di san Lorenzo con in mano la graticola (a destra nella fotografia), suo attributo iconografico. Il santo fu infatti martirizzato nel III sec. a Roma. Lorenzo fu sorpreso mentre celebrava l'eucarestia e fu arso vivo sopra una graticola messa sul fuoco, il 10 agosto 258.

Affresco cappella san Sisto


Nell'uscire per andare a visitare l'ultimo luogo curioso vicino alla basilica, non si farà fatica a notare come il pronao, nonché le due canoniche perpendicolari alla chiesa, siano di epoche decisamente diverse, rispetto al secolo di fondazione di san Lorenzo. Il porticato infatti è una aggiunta del 1894, mentre le due canoniche sono del XVII sec.

Una delle due canoniche di san Lorenzo


Quante volte, nel corso dei secoli, l'uomo ha ricercato più capri espiatori, che fattori eziologici per affrontare le epidemie?

Un caso decisamente eclatante fu quello di Gian Giacomo Mora. 

Milano, 1630. In città scoppia una tremenda epidemia di peste bubbonica, capace di uccidere ben tre milanesi su quattro. La gente è arrabbiata e non si spiega perché tutta questa sfortuna su di loro, brave persone che non hanno nemmeno la possibilità di scappare da quel luogo infernale.

Un giorno una donna fa una denuncia anonima al Capitano di Giustizia: dice di aver visto un uomo cospargere di uno strano unguento le pareti delle case milanesi. L'uomo in questione si chiama Guglielmo Piazza il quale, sotto tortura, si dichiara colpevole e indica il barbiere Gian Giacomo Mora quale fornitore di quel fatale unguento. In effetti, durante una ispezione, viene fuori che nel negozio del barbiere ci sono delle strane pomate (che in realtà però servono solo per l'esercizio del suo mestiere). Così, tra un ferro rovente sulla pelle e una tenaglia per cavare i denti, il povero Gian Giacomo ammette di aver commesso il fatto e di non essere stato l'unico. L'indagine coinvolge infatti ben tredici innocenti (tra cui una persona già morta. Al suo posto verrà bruciato un fantoccio che lo rappresenta). Alla fine del processo Gian Giacomo non merita che la morte, dato che ha causato tutto questo dolore alla città. In data 1 agosto viene arso vivo nell'attuale parco delle Basiliche, dopo che gli è stata tagliata una mano, spezzate tutte le ossa e tagliata la gola. I milanesi pieni di rabbia, dopo aver infierito su di lui durante l'esecuzione della pena capitale, decidono di radere al suolo anche la sua bottega, tanto era il male che egli aveva procurato a Milano e ai milanesi. Al suo posto viene addirittura eretta una colonna (che il Manzoni definirà "infame") e una targa atta a descrivere ciò che il Mora aveva combinato, nonché le conseguenze del suo scellerato gesto, quale monito per tutti gli abitanti. 

Dobbiamo aspettare il Secolo dei Lumi affinché questa ingiusta colonna venga abbattuta. Al suo posto oggi sorge un anonimo condominio moderno, mentre la lapide è stata trasferita al Castello Sforzesco. Ad altezza marciapiede, dove una volta c'era la bottega del povero Gian Giacomo, fa bella mostra di sé un monumento contemporaneo. L'artista, con questa scultura, ha voluto definire la grandezza della Colonna Infame; le due superfici che lo compongono abbracciano idealmente ciò che c'era e che oggi per fortuna non c'è più.

Scultura dedicata alla Colonna Infame
Foto tratta da www.milanosuitacchi. it


Non finirà mai la mia personale lotta contro il "si stava meglio quando si stava peggio". Un approccio razionale e scientifico delle malattie è (chettelodicoaffà) decisamente più funzionale di un approccio fatalista, complottista e ignorante (che tante tracce ha lasciato ancora oggi nel 2026).

Moderno barbiere
a due passi dall'antica bottega del Mora



Insomma, come al solito, la città storica di questa Milano che va di fretta, godereccia, che guarda sempre e solo avanti è capace di custodire, nell'arco di poche decine di metri quadri, tanta di quella storia che forse anche i tombini sarebbero in grado di incantarci con i loro ricordi!


Misteriosa colonna posizionata al contrario per l'edificazione della basilica
e della quale si ignora da quale edificio romano esattamente provenga 



Tavola lignea di fine Quattrocento. Autore ignoto.
E' possibile notare alcuni religiosi che da san Lorenzo
si recano a somministrare l'eucarestia ad un ammalato.
Da questa immagine si deduce che la chiesa esternamente
da allora non ha subito grosse modifiche.


Ingresso di c.so di p.ta Ticinese 22
dove sono state girate alcune scene in esterno
del film "Maledetto il giorno che ti ho incontrato"
di e con Carlo Verdone





Non tutti hanno la fortuna di giocare in oratorio
all'ombra della cappella di sant'Aquilino