martedì 19 maggio 2026

MAGGIOLINA: IL QUARTIERE DELLE FRAGOLE



Emergere dalla fermata Sondrio della linea metro gialla, significa quasi trovarsi dentro la hall di un albergo di lusso.

Ingresso dell'albergo Crowne Plaza
www.cpmilancity.com


Il panorama attorno è uno di quelli che spingono a pensare che Milano è tutto tranne che una città turistica. Tra vialoni congestionati dal traffico e palazzoni di cemento, di certo non vien voglia di fare una bella passeggiata rilassante, a caccia di bellezze e curiosità.

Eppure anche quest'angolo moderno offre spunti per meravigliarsi e scattare delle turistiche fotografie.


La congestionata via Melchiorre Gioia, fino al 1959, altro non era che il Naviglio Piccolo di Milano. Poco più avanti, direzione periferia, la Martesana compiva una curva a gomito per poi andarsi a tuffare nella Cerchia dei Navigli. A Greco ancora oggi possiamo vedere il canale artificiale "svoltare" a sinistra per poi essere tristemente tombinato. Sotto il manto stradale scorre ancora impetuosa l'acqua che anticamente confluiva nella la Cerchia dei Navigli, in Brera.

Punto in cui la Martesana viene tombinata a Greco


Fin dal secondo dopoguerra la sponda sinistra della Martesana (guardando verso i grattacieli di Porta Nuova) è stata caratterizzata dalla presenza di alti condomini, mentre quella destra, da basse abitazioni.

Qui la Milano antica di Crescenzago, Gorla e Greco lascia il passo a quella moderna e futuristica della zona di Gae Aulenti con i suoi incantevoli grattacieli. 

Via Melchiorre Gioia


Eppure, poco fuori dal centro storico di Greco, qualche traccia di antico ancora sopravvive.

Strade come Via del Progresso ci ricordano l'origine popolare e operaia di questa zona milanese. Anche le case basse dell'alzaia (numeri civici dispari di Melchiorre Gioia) nascono circa un secolo fa come alloggi per famiglie di certo non ricche. Oggi tutto è cambiato: quello che anticamente era un quartiere povero (Greco con la sua frazione Maggiolina) ospita invece ricche famiglie che abitano in case indipendenti con domestiche indipendenti.

Basse abitazioni
lungo via M. Gioia


Osteria del Progresso in via del Progresso


Anche le famose case igloo di via Lepanto nascono nel 1946 con l'urgenza di dare un tetto (e che tetto!) agli sfollati milanesi della Seconda Guerra Mondiale.

Queste originali abitazioni vennero edificate velocemente grazie alle sue ridotte dimensioni. Vedono un bilocale al pian terreno e una camera da letto al seminterrato. Delle tre case igloo ancora presenti, spicca per originalità quella interamente dipinta di bianco, che la fa sembrare una vera e propria abitazione eschimese (notevole anche l'arredamento interno).

Casa a igloo 
Case a igloo


In quello che ancora oggi viene chiamato il Quartiere dei Giornalisti (1911) sorgevano anche "le case a fungo", poi purtroppo abbattute per costruire più redditizi villini. Per fortuna alcune di queste case (ispirate a un fungo allucinogeno) sono state successivamente ricostruite a Novate Milanese.

Casa a fungo
foto tratta da www.milanotoday.it

La zona tra via Arbe (a due passi da piazzale Istria) e via Cagliero è particolarmente tranquilla poiché caratterizzata da villini attorniati da giardini, su vie poco trafficate, molte delle quali ancora oggi intitolate a giornalisti.

Via Eugenio Torelli Viollier


La poco conosciuta via Cagliero conduce all'attrazione principale della Maggiolina: Villa Mirabello, nell'omonima via.

Entrare in questo luogo così tranquillo di Milano ti fa abbandonare qualunque frenesia e malumore. Villa Mirabello possiede in sé qualcosa di magico; ti ricorda che Milano è una città storica, con un'antica vocazione agricola, nella quale si perseguiva il criterio della bellezza (alla faccia dei grigi condomini di via M. Gioia).

Villa Mirabello, chiostro

Villa Mirabello, chiostro (dettaglio)

Questo delizioso edificio venne costruito nel XV sec. dai Visconti e successivamente acquistata dalla nobile famiglia dei Mirabello. Molti furono i proprietari e tra questi ci fu anche Pigello Portinari, fiorentino quattrocentesco, zio di Beatrice che tanto ispirò Dante nelle sue opere letterarie.

Ancora oggi lo stile predominante delle villa è, nonostante i pesanti rimaneggiamenti novecenteschi, quello rinascimentale. La villa è senza dubbio bella perché pensata inizialmente come luogo di delizie e solo dopo invece anche come come luogo di lavoro, dal momento in cui si occupava di mettere a frutto i possedimenti terreni nei paraggi.

Ad oggi è gestita dalla Fondazione Mirabello molto attiva nel sociale.

Villa Mirabello, dettaglio


Se poi, una volta fuori dalla nobile struttura, ci si accorge di esser rimasti male dal fatto che la chiesetta gentilizia di Villa Mirabello è spesso chiusa, allora sarà possibile trovare rifugio nella vicina chiesa di sant'Angela Merici (via Cagliero 26).

Chiesa sant'Angela Merici, facciata

Questa struttura religiosa venne inaugurata nel 1959 e si mostra in forme moderne. L'elemento architettonico più prezioso e originale è senz'altro la seconda cappella laterale destra. Qui è possibile trovare un dipinto del 2006 nel quale viene rappresentata una moltitudine di persone in cammino. L'autrice, Silvia Mondini, dimostra una encomiabile capacità di accoglienza: accanto a figure sante cattoliche come sant'Ambrogio, pone santi ortodossi, figure laiche come Martin Luther King, nonché una sagoma senza volto (come a dire che chiunque di noi può partecipare a questa ammirevole sfilata). 

"La comunione dei santi e dei testimoni"

Sempre nella stessa cappella è possibile trovare una statua lignea di sant'Angela con, ai suoi piedi, un cestino ripieno di bigliettini con tenere preghiere dei fedeli.

Statua sant'Angela Merici



Eppure, giunti a questo punto del racconto, potrebbe essere che uno dei miei quattro lettori, mentre ammira le tante palazzine liberty della zona, si stia chiedendo la ragione di questo titolo così insolito: Maggiolina: il quartiere delle fragole. 

L'origine del nome di questa zona deriva dall'omonima cascina qui presente fino al 1920. Cascina che probabilmente produceva principalmente fragole, in milanese dette magioster (e da qui "Maggiolina") poiché crescevano in maggio.

Insomma, quale mese migliore, se non questo, per andare a fare una passeggiata in Maggiolina? 

Cascina Maggiolina in un quadro del 1917 di Enrico Edoardo Intraina


...Qualche immagine simpatica...




Ingresso pedonale ai garage sotterranei
di un condominio in Maggiolina

Postfazione

Via Arbe segna il confine di questo elegante quartiere, che spero di aver fatto conoscere con il mio scritto. 

Qui è possibile ammirare una serie di immobili prestigiosi che un po' contrastano con quelli più popolari della vicina viale Zara. 

Tra i vari palazzi eleganti, ce n'è uno (civico 55) decisamente originale per la sua facciata...e non solo. Esternamente presenta una serie di stemmi e dettagli che possono passare inosservati, eppure la scritta "Rifugio privato" (con tanto di frecce) salta subito all'occhio.

E' questo uno dei tanti palazzi costruiti a inizio Novecento e che conserva ancora il sapore elegante e meneghino di inizio secolo. 

Al suo ingresso trovo un elegante abitante di ottant'anni (ci tiene a sottolineare più di una volta che è nato nel '45. terminata la guerra) il quale mi fa brevemente da guida turistica.

Racconta di quando quella zona era poco abitata, eppure, nonostante questo, alcuni edifici presero fuoco durante i bombardamenti del '43 da parte degli inglesi. I caccia infatti partirono dalla vicina Stazione Centrale e seminarono spezzoni incendiari su tutto il tragitto tra la stazione e le grandi fabbriche di Sesto san Giovanni (e i palazzi di via Arbe si trovavano esattamente su questa traiettoria). Scopo degli spezzoni al fosforo era quello non di abbattere, ma di incendiare con materiale difficile da spegnere. Per trovare riparo dagli attacchi aerei si era pensato in quel palazzo a un rifugio sotterraneo (da qui la scritta sulla facciata) che però, in caso di crolli a causa dei bombardamenti, non avrebbe retto poiché le cantine erano state costruite senza l'ausilio del cemento armato.

Poi ad un tratto il suo sguardo si vela un po' di malinconia, mentre mi racconta degli scempi edilizi moderni che stanno facendo più danni della guerra. Proprio di fronte al suo elegante palazzo infatti c'era una deliziosa palazzina (stile neo medievale) che ospitava il ristorante I Tre Pini (ancora oggi nel giardino splendono tre maestosi alberi). Tre anni fa lo stabile è stato abbattuto, per costruire un piccolo condominio che solo lontanamente ricorda la bellezza della palazzina di inizio Novecento.

Mentre parla, il mio Cicerone guadagna, passo dopo passo, l'ascensore. Probabilmente ha fretta (d'altronde come dargli torto: è mezzogiorno e la pancia reclama!). Grazie ancora e grazie per le chiacchere. Per un attimo mi è sembrato di tornare a un secolo fa, quando la gente si fermava a parlare anche con gli sconosciuti (impressionante come i condomini di questo stabile ad oggi si incrocino nel portone senza nemmeno salutarsi...).

Ingresso condominio Via Arbe 55

Antiche indicazioni per il rifugio anti aereo (le cantine)

Eleganti scale del condominio


Condominio che ha sostituito 
il ristorante "I Tre Pini"  

Ristorante "I Tre Pini"




sabato 4 aprile 2026

Piccola Milanocuriosa: mini guida pratica per BAMBINI

Statua della Nuova Legge, Duomo di Milano


Quante volte noi adulti ci siamo lamentati del fatto che i ragazzi di oggi vengono completamente risucchiati dalla tecnologia?

Quella che segue è una piccola guida pratica, capace di offrire alle figure educative validi spunti per spingere i teenager a uscir di casa.


Se chiediamo ai ragazzi di oggi quali sono i monumenti più famosi di Milano, probabilmente ci sentiremo rispondere Duomo e Castello Sforzesco.

Dunque partiamo proprio da questi due luoghi così iconici per la nostra città.

Qualora si desideri conoscere la cattedrale cittadina da un punto di vista curioso ed accattivante, la cosa più semplice da fare è leggere il post di questo blog Il Duomo, fabbrica di stupore

Tuttavia, nonostante gli innumerevoli aspetti intriganti di quella che ancora oggi risulta essere la quarta chiesa più grande del mondo, l'esperienza più coinvolgente per i nostri giovani "turisti" è senz'altro la salita sulle terrazze.

Esperienza che però non risulta essere inclusiva: da metà percorso in avanti infatti, per poter salire, bisogna fare obbligatoriamente delle scale (peraltro spesso strette e consumate dai passi fatti in seicento anni di esistenza del Duomo) che tendono ad escludere chi ha difficoltà motorie. Ad ogni modo, anche vista l'esuberanza motoria giovanile, quello che mi sento di consigliare è di evitare di prendere l'ascensore e farsela tutta a piedi. Risulterà essere alla fine una esperienza faticosa, ma divertente. La vista dalle terrazze inoltre saprà ripagare i 250 scalini percorsi in salita (e poi in discesa). Dalle terrazze ci si potrà allenare ad individuare la propria zona di residenza, oppure luoghi iconici della città come il castello, lo stadio… Visuale coadiuvata anche da potenti binocoli. Emozionante anche per i più piccoli e scalmanati è stare letteralmente all'ombra della Madonnina, la quale domina la città con una insolita alabarda in mano. Cos'è quell'arma? In realtà questo strumento di morte medievale altro non è che un pratico parafulmine!

La Madonnina


La visita in Duomo permetterà a questi "turisti per casa" (e non) di visitare l'interno della chiesa (cosa che non sempre è stata fatta dai milanesi adulti, i quali spesso si vantano di aver viaggiato in tutto il mondo...senza aver mai visto il proprio duomo).

Elemento sicuramente intrigante, protagonista di un incredibile racconto, è la storia del mostro Tarantasio, il quale può fregiarsi dell'onore di avere una statua che lo rappresenta sulla facciata di questa bella cattedrale! (Tarantasio: il mostro che inquina l'aria cittadina).

Il mostro Tarantasio


Oltre a questa curiosità, però il Duomo di Milano può vantarsi di aver ispirato la Statua della Libertà (posizionata sopra il portale principale, vedi foto iniziale), custodire un chiodo di Gesù ed avere una statua bella ed impressionante: quella di san Bartolomeo Apostolo (oggi posizionata nel deambulatorio dietro il presbiterio).


Se ora ci spostiamo nel vicino Castello Sforzesco, ci sorprenderemo di quanto questo maniero sia in grado di attirare l'attenzione dei ragazzi, soprattutto se maschi e affamati di storie di guerre.

Tutto ciò che di più curioso custodisce il castello lo possiamo leggere in questi post che trattano proprio di questo emblematico monumento milanese. CASTELLO SFORZESCO. LA STORIACASTELLO SFORZESCO DESCRIZIONE, parte 1CASTELLO SFORZESCO DESCRIZIONE parte 2CASTELLO SFORZESCO. MUSEI

Un elemento su tutti: se ci rechiamo nei musei del Castello, è possibile ammirare quello che ancora oggi viene chiamato "l'automa". Era questa una meraviglia capace di impressionare i milanesi del XVII sec., ovvero un demonio azionato con un meccanismo a manovella, in grado di ruotare la testa, roteare gli occhi, fare linguacce ed emettere un suono terrorizzante!

Automa


Se poi la visita guidata avverrà con la bella stagione, sarà possibile approfittarne per fare una bella partita a pallone, piuttosto che fare altri giochi all'aperto, nel vicino PARCO SEMPIONE.

Parco cittadino che offre la possibilità di fare una visita all'acquario, ma soprattutto godere di un eccezionale panorama dalla Torre Branca.

Torre Branca


Eppure la torre del Parco Sempione non è l'unico punto panoramico (oltre alle terrazze del Duomo). Se ci accorgiamo che abbiamo a che fare con ragazzi "che stanno quasi per esplodere" per colpa dell'adrenalina, allora la Montagnetta di san Siro farà proprio al caso nostro (è possibile leggere la sua storia e le sue caratteristiche nel seguente post, STORIA CURIOSA DELLA CITTA' DI MILANO). Monte Stella che sarà capace di far commuovere con le sue storie di milanesi sfollati e di eroi di tutto il mondo, nonché sarà in grado di far stupire tutti con una bella merenda sulla sua sommità.



La visione più emozionante che si può avere dall' "alto" dei 50 metri della montagnetta è la visione dello Stadio Meazza. Quest'ultimo offre la possibilità di poterlo visitare addentrandosi addirittura negli spogliatoi (Museo san Siro)!



Eppure, una volta allo stadio, non si può non andare a visitare il cavallo di Leonardo all'ingresso dell'Ippodromo.

Cavallo di Leonardo
all'ippodromo


A proposito del famoso genio toscano, forse non tutti sanno che…Leonardo visse a Milano per più di 20 anni. Qui trascorse gli anni suoi più belli e, nonostante la sua indole un po' solitaria, fece molta vita mondana. In particolar modo aveva l'abitudine di frequentare le feste organizzate da Cecilia Gallerani, la famosa Dama con l'Ermellino. Qui, attualmente in via Rovello 2, presso il Palazzo Carmagnola, abitava l'amante del duca di Milano e sempre qui è possibile ancora oggi ammirare una meridiana progettata da Leonardo stesso. Eppure l'autore della Gioconda è passato alla storia per aver inventato degli indovinelli quasi impossibili da risolvere. 

Qual è quella cosa che dagli uomini è molto desiderata e quando la possiedono non sanno di possederla? (il sonno)

Ci sono alcuni cacciatori di animali che quanti più ne piglieranno, tanti meno ne avranno. Di quali animali stiamo parlando? (pidocchi)

La meridiana di Leonardo 
presso Palazzo Carmagnola


Milano è ancora oggi talmente riconoscente a questo incredibile artista toscano, che gli ha intitolato uno dei musei più importanti della città. Il museo della scienza e tecnologia porta infatti il suo nome e la sua visita risulta essere molto coinvolgente per i bambini e i ragazzi che lo frequentano. Per una conoscenza curiosa e coinvolgente, leggi il post di questo blog che ne parla (Via san Vittore).

Sottomarino Toti 
foto tratta da www. milanopost.info


Per quanto riguarda i musei, solo erroneamente si può pensare che questi non possano essere coinvolgenti per le nuove generazioni. Mi è capitato infatti di portare in visita alcuni studenti al Palazzo di Brera e conseguentemente alla sua pinacoteca; i ragazzi in questione risultavano particolarmente disinteressati a tutto ciò che è cultura, eppure un tour curioso e coinvolgente è risultato essere di loro gradimento. Qui di seguito il link della pinacoteca e il post di questo blog con tutti gli aspetti più insoliti (Palazzo di Brera).

Altra meta classica per i ragazzi, e in particolar modo per le scolaresche, è sicuramente il museo di storia naturale, con i suoi dinosauri e animali tassidermizzati. Tuttavia pochi sanno che, nei pressi di questo museo, è possibile visitare due luoghi incredibili. Per poterlo fare dobbiamo però attraversare corso Venezia, passare sotto un imponente arco inserito in un elegante palazzo, per poi giungere nel quartiere più silenzioso della città (il famoso Quadrilatero del Silenzio). Qui infatti è possibile passeggiare lungo le eleganti vie Serbelloni, Mozart, Vivaio e Cappuccini e ammirare il primo citofono d'Italia (via Serbelloni 10). Eppure questo si presenta ancora oggi in forme decisamente diverse dai normali citofoni moderni. Si tratta di un orecchio dalle notevoli dimensioni, che aveva il compito di accogliere le richieste degli ospiti dei condomini. Se si desiderava parlare con un abitante di questo prestigioso palazzo infatti, bastava accostarsi al condotto uditivo e parlare con il custode (l'orecchio comunicava direttamente con la sua guardiola). La vera fatica poi era tutta del portinaio, il quale aveva il compito di scorrazzare su e giù per le scale dello stabile per avvisare il condomino in questione.

Primo citofono d'Italia


Tuttavia, prima di giungere in via Serbelloni 10 con il suo bell'orecchio, sarà inevitabile transitare da via dei Cappuccini 7 dove ad attenderci c'è una vera e propria sorpresa. Nel giardino della Villa Invernizzi (fondata dal titolare dell'omonima fabbrica di formaggi), possiamo trovare una colonia di una decina di fenicotteri rosa. La loro storia è davvero particolare: Romeo Invernizzi desiderava vivere in campagna a contatto con la natura, mentre la moglie Enrica Pessina desiderava una bella villa in città. Tali e tante furono le discussioni tra i due coniugi che alla fine vinse (come al solito;) la moglie. Eppure Romeo volle un angolo di natura incontaminata nel proprio giardino. Ecco dunque che portò dall'Africa gli antenati degli esemplari che possiamo ammirare oggi. Da allora questi pennuti vengono amorevolmente accuditi e, per evitare che spicchino il volo, le loro ali vengono leggermente accorciate. 

Fenicotteri rosa in palazzo Invernizzi
foto tratta da www.fondazioneinvernizzi.it


Se, nel raccontare questa storia, notiamo che qualche ragazzo si è incuriosito all'idea che quel palazzo ospitasse una persona così importante (il titolare della Invernizzi), allora vuol dire che siamo pronti per trasferirci in un angolo di Milano che tanto ci ricorda Hollywood: la walk of fame meneghina

Walk of Fame di Milano


Eppure, a due passi da questo insolito luogo, possiamo trovare la curiosità per eccellenza di Milano, quella capace di lasciare a bocca aperta qualunque persona (soprattutto i coraggiosi bambini): san Bernardino alle Ossa!

S. Bernardino alle Ossa


Se poi, magari in tema Halloween, desideriamo rimanere su argomenti macabri, allora possiamo fare una passeggiata in corso di Porta Romana 3, dove addirittura è possibile trovare la casa del Diavolo.

Casa del Diavolo


Il Demonio è sempre stato molto presente nelle storie popolari, e anche a Milano esistono svariati luoghi che vedono Lucifero protagonista. Addirittura vicino alla Basilica di sant'Ambrogio esiste la porta per l'inferno, chiamata Colonna del Diavolo. E' questa solo una delle tante curiosità capaci di coinvolgere anche un pubblico particolarmente giovane all'interno della chiesa del santo patrono milanese. Sant'Ambrogio p1 Sant'Ambrogio p2

Colonna del Diavolo


Altra chiesa capace di stupire i piccoli turisti è quella di santa Maria presso san Satiro (via Torino, angolo via Speronari). Al nostro ingresso questo scrigno rinascimentale potrà apparire una graziosa chiesa come tante altre; eppure la parte dietro all'altare conserva un segreto: in soli 90 cm di profondità, quel genio del Bramante è stato in grado di far apparire un'abside profonda un paio di metri. Magico potere della prospettiva!

Prospettiva del Bramante
chiesa santa Maria presso san Satiro


Esaurito il capitolo chiese, ora siamo pronti per recarci in Galleria a sgomitare con i turisti per schiacciare le palle a quel povero Toro che puntualmente si ritrova eunuco (Galleria). Eppure questo non è l'unico rituale porta fortuna in città: sul portale centrale del Duomo avremo infatti modo di farci un bel selfie con il flagellatore di Cristo, mentre al Parco Sempione potremo "molestare" una bella Sirenetta (Tradizioni milanesi)

Mosaico del Toro in Galleria


Visto il clima ilare che si crea ogni qualvolta "si fa violenza" al simbolo della città di Torino in Galleria, possiamo approfittarne per andare a giocare al telefono senza fili nella vicina piazza Mercanti. Sotto i portici dell'antico Palazzo della Ragione infatti è possibile confidarsi segreti senza farsi sentire da nessuno. Basterà posizionarsi di fronte all'angolo interno del portico, così come il proprio interlocutore all'angolo opposto, che subito ogni piccolo sussurro sarà udito da chi ci sta esattamente dietro.

Palazzo della Ragione


Anche nella moderna e stilosa piazza Gae Aulenti esistono degli strani tubi che servono a parlare con chi si trova dalla parte opposta.

Telefono senza fili in piazza Gae Aulenti


E' quest'ultima piazza un luogo di ritrovo molto gradito dai ragazzi milanesi, con i suoi grattacieli e negozi alla moda. 

Altro quartiere ben gradito dai giovani è la cosiddetta "China Town milanese". Per conoscere la sua storia leggi Storia curiosa della città di Milano. Eppure, tra un ristorante e un negozio di vestiti, questa zona dedita al moderno commercio conserva al proprio interno tracce antiche degne di nota: un superstite campanile tra moderne palazzine e una chiesetta riconvertita a birreria.

Torre Liprando in Chinatown


A proposito di locali, Milano è entrata nel Guinness dei Primati grazie al bar più piccolo del mondo sito in una delle zone più turistiche della città: i Navigli. Qui, tra un gelato e un tramonto sull'acqua, è possibile anche fare una bella scorpacciata di fumetti grazie a una libreria molto frequentata dai ragazzi: Funside.

Bar più piccolo del mondo


Se dopo questa "botta di vita" nelle location classiche della movida (è sempre di tendenza usare termini stranieri;), desideriamo affrontare tematiche meno futili, allora possiamo conoscere Gorla con la sua strage dei piccoli martiri e Lorenteggio con i suoi "14 fiori strappati dal vento" (strage di bambine delle elementari negli anni Cinquanta).

Monumento ai Piccoli Martiri di Gorla 


Eppure si sa, a parlar di cose tristi con i bambini, c'è il rischio di spaventarli o vederli scappare via a gambe levate, quindi a questo punto è il caso di alleggerire… molto alleggerire.

Ci trasferiamo davanti al Palazzo della Borsa, che tanto ha reso celebre la capitale finanziaria d'Italia. Qui fa bella mostra di sé un grande dito medio che tanta ilarità suscita in chiunque. E' questa una scultura di 11 metri dell'artista Maurizio Cattelan. Il suo nome ufficiale è L.O.V.E. (Libertà, Odio, Vendetta, Eternità), ma tutti ormai la chiamano "il dito di Cattelan". A primo acchito può sembrare semplicemente un gesto volgare, in realtà è una mano aperta alla quale sono state mozzate tutte le dita ad esclusione del medio. La sua collocazione non è casuale: l'artista infatti desiderava esprimere in questa maniera tutta la sua (e non solo sua) acredine nei confronti della Borsa e affini che tanti danni hanno causato in questo paese (la collocazione in questo posto avvenne 2 anni dopo la crisi finanziaria del 2008).

Dito di Cattelan


Ora se desideriamo passare da un'espressione artistica solo apparentemente volgare ad una decisamente più aulica, dobbiamo trasferirci in piazza Beccaria dove è possibile trovare il Teatro Gerolamo, storicamente sede degli spettacoli per bambini. Qui potevamo assistere (e ancora oggi avviene) alle recite delle marionette della compagnia Colla. Spettacolo che risulta essere particolarmente emozionante poiché il teatro è stato progettato imitando la vicina Scala.

Teatro Gerolamo


Quando passeggiamo per Milano, prendiamo l'abitudine di alzare lo sguardo, perché spesso i dettagli più belli e curiosi li possiamo trovare sopra la nostra testa. Ad esempio, alcuni palazzi presentano sul proprio portone dei numeri molto alti. Erano questi i famosi "numeri civici teresiani". Fu grazie all'imperatrice austriaca Maria Teresa che a Milano vennero introdotti i numeri sui palazzi. Prima di allora infatti per dare indicazioni stradali bisognava far riferimento a ciò che si poteva trovare lungo il tragitto.

Eppure il criterio di numerazione degli edifici nel XVIII sec. era decisamente diverso da quello attuale: infatti i numeri partivano da Palazzo Reale (n° 1) e crescevano a spirale fino all'ultimo palazzo della città che poteva avere una numerazione decisamente alta (ad es. il palazzo nella foto porta il numero 5307).

Numeri teresiani


Prima di abbandonare il centro, diamo un'occhiata d'insieme al plastico per non vedenti che possiamo trovare a due passi da piazza san Babila. Questo piccolo capolavoro diverte i più piccoli e ci dà l'idea di dove ci troviamo. Eppure, se desideriamo salutare il cuore di Milano dall'alto, non ci rimane che godere dell'ultimo (giuro) panorama salendo in cima alla Rinascente. "Scalata" decisamente divertente e intrigante per chi ama vagare tra gli scaffali.

Modellino di Milano


Per conoscere l'ultima meta di questa nostra passeggiata, non solo dobbiamo abbandonare il centro, ma anche la città stessa. Destinazione: Aeroporto di Malpensa! Qui infatti è possibile trovare il divertente museo Volandia, dove si avrà modo di pilotare un aereo grazie a dei simulatori in grado di farti sentire su un vero e proprio veicolo.

Simulatore di volo a Volandia


Elemento imprescindibile per una visita guidata con i ragazzi è conoscere i loro interessi. Se il pubblico che abbiamo davanti risulta essere particolarmente attratto dalle storie (ambientate in città), allora Milanocuriosa è in grado di offrire dei racconti curiosi e intriganti, in grado di far conoscere la metropoli con i suoi tanti angoli particolari (storiestorie capitolo 2)


Insomma, bisogna ammettere che questa città non lesina spunti di apprendimento, riflessione e divertimento per i più piccoli. Scopo di questo mio scritto era senz'altro far alzare il naso dai device e spingere questa generazione così casalinga a uscire dalla propria cameretta. Ci sono riuscito?

Scrivilo nei commenti di questo post,

oppure via mail a milanocuriosa@gmail.com

oppure su Facebook

oppure…