martedì 5 novembre 2013


S. SIMPLICIANO


La Basilica di San Simpliciano è una delle quattro Basiliche fondate da S. Ambrogio nel IV sec. d.c.
Si trovava fuori dalle allora mura romane, in corrispondenza di un cimitero pagano, sulla strada comacina, una delle strade più importanti della città poiché conduceva alle provincie dell'impero al di là delle Alpi (Gallie).
Fu dedicata inizialmente alla Vergine (Basilica Virginum) e poi a S. Simpliciano (Vescovo che succedette a S Ambrogio).
I due erano molto legati. La leggenda narra che quando Ambrogio era sul letto di morte, i sacerdoti iniziarono a discutere in sua presenza su chi doveva diventare Vescovo di Milano. Venne fuori il nome di Simpliciano, ma fu scartato perchè troppo anziano; a quel punto S. Ambrogio si svegliò dal torpore della sua agonia per dire “vecchio sì, ma buono”, per poi tornare in uno stato di incoscienza.

La basilica fu edificata, per volere di Ambrogio, con le stesse fattezze della Basilica di Treviri, luogo di nascita del Santo, nell'attuale Germania. Il Vescovo di Milano la volle proprio qui sulla strada che portava nelle terre dove era nato. Desiderò che fosse edificata in queste forme come a voler dire che, così come la Basilica di Treviri era utilizzata dall'Imperatore come luogo per “amministrare la giustizia terrena”, quella di Milano veniva utilizzata dal Vescovo come luogo per “amministrare la gloria di Dio"


Basilica di Costantino a Treviri
Così doveva apparire la basilica di San Simpliciano in origine


La basilica paleocristiana doveva essere molto alta con finestroni che arrivavano fino al soffitto e questo le permetteva di essere molto luminosa. Ancora oggi si possono notare i segni delle vecchie arcate sia all'interno della chiesa che all'esterno (soprattutto lungo la parete destra della nave).
Aveva inoltre un portico (cunicola) che le correva tutto attorno, a partire dall'attuale facciata fino all'attuale transetto circa e l'entrata non si trovava dove si trova oggi, ma sul lato sin.
Con il passare del tempo è stata molto modificata, es la facciata che vediamo è in gran parte un rifacimento neo-romanico di Carlo Maciachini (fine XIX sec).

S Simpliciano inoltre è famosa per un miracolo che segnò la storia della Lombardia.
Nel IV sec in Italia c'erano ancora zone non evangelizzate; Ambrogio decise di inviare nella Val di Non 3 religiosi (Sisinio, Martirio, Alessandro) affinchè convertissero i valligiani dal paganesimo al cristianesimo. Quando i tre arrivarono, iniziarono a conquistare molte anime fino ad attirare su di loro le antipatie di alcune persone che non ne volevano sapere di convertirsi. Questi stessi pagani uccisero i 3 inviati di Ambrogio. Il Vescovo di Trento allora decise di inviare le salme a Milano dove vennero conservate molto probabilmente nell'attuale aula  martyrium che si trova tra il transetto di sinistra e l'abside. La leggenda narra che nel XII sec dall'urna che costudivano le reliquie si alzarono 3 colombe bianche che andarono a posarsi sulla croce sopra il Carroccio durante la battaglia di Legnano contro Federico Barbarossa. Questo fu interpretato come un segno divino da parte dei combattenti della Lega Lombarda, tanto da dare loro fiducia e forza e da permettergli di vincere la battaglia contro l'imperatore tedesco.
Lo stesso episodio è rappresentato nelle vetrate del 1927 poste sopra l'ingresso.


Ciò che colpiva maggiormente in questa Basilica fino al XIX sec era il grande affresco sulla conca dell'abside intitolato “incoronazione di Maria”; fino ad allora infatti, nell'entrare in chiesa si veniva subito colpiti da questa grande opera realizzata dal Bergognone che rappresenta Gesù che incorona la Madonna (alla quale, come abbiamo visto, era inizialmente dedicata la Basilica), con Dio con le braccia allargate e al centro la colomba dello Spirito Santo. Intorno a queste quattro figure c'è una corona di Angeli e Santi, tra cui anche Dante Alighieri. Il sommo poeta lo si può ammirare a sin di Gesù (il secondo a partire dal fondo).




Ad oggi la visione dell'affresco è un po' nascosto dal mastodontico altare che è stato posto nell'abside. Tuttavia è possibile passare sotto la cantoria di sinistra per recarsi dietro l'altare in modo da ammirare l'affresco più da vicino, nonché le reliquie di S. Simpliciano e dei tre Martiri della Val di Non.

Inoltre, sempre dietro all'altare è possibile vedere il coro ligneo del XVI sec, usato dai frati benedettini durante le celebrazioni ed orazioni. Sugli stalli sono incise con caratteri a color oro dei motti in latino (“La successione delle sentenze dirige l’itinerario ascetico del monaco verso la vita eterna”)





I frati Benedettini abitarono la Basilica a partire dal IX sec. La maggior parte delle cappelle della chiesa infatti sono affrescate con episodi di vita di santi benedettini.
Sempre a quest'ordine religioso, si deve la costruzione dei due chiostri ad oggi visitabili (ingresso da via dei Cavalieri del Santo Sepolcro, 3 Ingresso della Facoltà di Teologia). Il primo è del 1400 e purtroppo poco si è riusciti a recuperare degli affreschi del Bergognone, mentre il secondo, più grande del primo, della metà del '500, conserva ancora quel clima sereno che doveva respirarsi in questi ambienti prima della venuta di Napoleone che trasformò il convento in caserma.





Infine curiosa è la storia del campanile. Questa torre, così come quella della vicina chiesa di S. Maria del Carmine, fu abbassata per volere del governatore spagnolo, nel XVI sec, per fare in modo che nessuno potesse spiare ciò che avveniva nella vicina caserma (l'attuale Castello Sforzesco).
Legata a questa torre campanaria è una leggenda molto antica che ci parla di mal di denti: pare infatti che un mercante di porta comacina soffrisse di un forte dolore; dunque chiese al campanaro di san Simpliciano di poter suonare le campane con la bocca nella speranza di vedersi strappare i denti. Risultato: una sonora capocciata contro il soffitto della cella campanaria! In compenso il mal di denti cessò definitivamente...









BASILICA S SIMPLICIANO NOTIZIE UTILI


Piazza San Simpliciano, 7  20100 Milano
02 862274

ATM Metro 2 Lanza e Moscova

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