domenica 18 maggio 2014

BRERA parte 2



Dunque l'ultimo post si era concluso in c.so Garibaldi, all'altezza di p.za san Simpliciano. Se si prosegue lungo questa via storica, a un certo punto si incrocia via Moscova, una volta chiamato stradone di S.Teresa, dall'omonima chiesa settecentesca, soppressa nel 1783 e oggi adibita a biblioteca multimediale della Braidense. La chiesa fu costruita sulle rovine dell'antico monastero delle Carmelitane Scalze e, una volta sconsacrata, fu utilizzata, tra l'altro, dalla Manifattura Tabacchi. Nel 2003 è stata inaugurata l'attuale mediateca.

Prossima tappa: Cimitero monumentale (da via Moscova proseguire sempre dritto per via Alessandro Volta)...ma prima è sicuramente piacevole ammirare il palazzo ottocentesco comunemente chiamato Ca' di facc in piazzale Baiamonti, 1. Il suo nome deriva dal fatto che sulla facciata sono stati posizionati ben 51 medaglioni con i volti di personaggi più o meno illustri delle arti, politica, armi, scienze e lettere
Da p.le Baiamonti, proseguendo per via Ceresio (viale anticamente popolato da laboratori di scultori grazie al vicino sepolcreto), si arriva al Cimitero Monumentale, vera e propria raccolta di opere artistiche funerarie dal 1866 ad oggi.
Il Famedio che si erge al centro della struttura ospita le spoglie di alcuni milanesi illustri (Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Salvatore Quasimodo, Francesco Hayez, Giuseppe Missori, Cesare Correnti...), nonchè le menzioni di cittadini illustri comunque sepolti in altre parti del Monumentale.
Tra questi ricordiamo:
- Gino Bramieri
- Walter Chiari
- Guido Crepax
- Giovanni D'Anzi
- Giorgio Gaber
- Don Giussani
- Enzo Jannacci
- Carlo Maciachini
- Filippo Tommaso Marinetti
- Giuseppe Meazza
- Alda Merini
- Wanda Osiris
- Franca Rame
- Giovanni Virginio Schiaparelli
- Enzo Tortora
- Arturo Toscanini
- Hermann Einstein (papà di Albert)
All'esterno le tombe sono talmente grandi che alcune cripte vennero addirittura utilizzate come bunker antiaereo durante la seconda guerra mondiale!
Colpisce la tomba della famiglia Bocconi poichè molto alta e pensata per poter superare in altezza quella del vicino, mentre quella della famiglia Campari rappresenta "l'Ultima cena" con statue più grandi delle persone!
Infine questo luogo è da ricordare perchè primo in Europa ad ospitare un forno crematorio.
E' possibile effettuare visite guidate al cimitero inviando una mail a: dsc.visiteguidatemonumentale@comune.milano.it


Dal piazzale del cimitero, se non si è troppo stanchi dopo la visita al museo a cielo aperto del Monumentale, si può arrivare in corso Como a piedi (10 minuti).
Quest'ultimo è la prosecuzione di corso Garibaldi verso, appunto, Como. Ad oggi è un bella isola pedonale che si conclude, poco prima della stazione Garibaldi,  con la nuova piazza Gae Aulenti che ospita l'edificio più alto di Milano (e d'Italia): Palazzo Unicredit (m 231). La guglia, disabitata, è una citazione del guglione del Duomo con il quale dialoga a distanza ed è interamente rivestita di led che possono assumere diversi colori a seconda della ricorrenza, ad es. durante l'Avvento del 2013 era illuminata di verde a rappresentare un albero di Natale.

"Telefono senza fili " in p.za Gae Aulenti

Prima di giungere alla porta ottocentesca che si staglia in fondo a Corso Como, si incrocia sulla destra viale Pasubio. Al numero 10 si trova un'antica trattoria ("Antica trattoria della pesa") che prende il nome dalla vicina pesa del XIX sec. In questo posto infatti venivano pesate le merci che entravano in città prima di pagare il dazio presso i vicini caselli daziari (li possiamo ancora oggi vedere: sono i due edifici bassi ai lati della porta). Nel cortile interno della trattoria inoltre è attualmente conservata la bilancia utilizzata a questo fine.

La porta stessa ha una storia particolare: in origine si chiamava Porta Comasina (poichè posizionata sulla strada che dalle mura spagnole conduceva a Como), poi intitolata "all'eroe dei due mondi". In origine venne dedicato all'imperatore Francesco I d'Austria a ricordo della sua visita in città del 1825. La dedica recitava:
"A Francesco I / Pio Ottimo Massimo / I negozianti milanesi eressero"
Si racconta che l'epigrafe venisse commentata aggiungendo un ultimo verso: "sebbene poca volontà ne avessero".
La porta infatti fu costruita anche grazie al contributo dei commercianti della zona...pare senza troppo entusiasmo!


Questa porta rappresentava il punto di passaggio obbligato per la popolazione comasca e brianzola che si recava a Milano per lavoro presso gli stabilimenti industriali che qui si trovavano verso la fine dell'Ottocento. Per queste ragioni, in questo periodo nacquero i quartieri, allora popolari, di Garibaldi ed Isola Garibaldi.




All'inizio di c.so Garibaldi si trova l'originale chiesa di santa Maria Incoronata. Sorse nel XV sec. quale sede principale in Lombardia dei frati agostiniani. L'originalità sta nel fatto che in principio questa chiesa era doppia e solo successivamente le due vennero unite per formare un unico capolavoro quale oggi appare ai nostri occhi. La chiesa di sinistra, insieme al convento agostiniano, sorse per volere di Francesco Sforza nel 1451, mentre quella di destra fu fatta erigere per volere di Bianca Maria Visconti (moglie del duca) nel 1460. Le due chiese vennero unite nel 1468, ottenendo così un edificio a pianta quadrata, sicuramente originale, ma poco comoda per seguire le funzioni religiose se si è seduti nella navata opposta a quella dove si celebra!
Capolavoro di questa struttura religiosa è l'ex biblioteca umanistica dei frati agostiniani che si trova al primo piano dell'unico chiostro (su quattro) sopravvissuto. L'ingresso rimane sulla sinistra della chiesa ed è possibile visitarlo solo su prenotazione, telefonando in parrocchia allo 02654855, o in occasione di eventi culturali.


Infine è sicuramente piacevole rinfrescarsi, in un caldo pomeriggio estivo, presso le grate di fronte alla chiesa che comunicano con la sottostante metropolitana!


Alle spalle della chiesa troviamo via s Marco, così chiamata per l'omonimo edificio religioso al termine della strada.
Questa via ricalca il vecchio tracciato del naviglio della Martesana che, dal fiume Adda, attraverso l'attuale via Melchiorre Gioia, giungeva fino alla cerchia dei navigli (via Fatebenefratelli).
Ad oggi, all'altezza di via M. Gioia, l'alveo del naviglio prosciugato lo si può tranquillamente percorrere a piedi (vi si trovano panchine e alcuni giochi per bambini); una volta passati sotto il ponte della cerchia dei bastioni di Porta Nuova (tombon de San Marc), si giunge alla chiusa dell'Incoronata, forse perfezionata da Leonardo, che serviva alle imbarcazioni per proseguire il proprio viaggio superando i dislivelli del corso d'acqua (sono rimasti i portoni di legno originali). Sempre a questa altezza ancora possiamo notare la garitta in mattoni che ospitava gli addetti alla riscossione del dazio (gabella) sulle merci che entravano in città; poco più avanti infatti c'è ancora il ponte delle gabelle.


All'altezza di via Montebello invece sorgeva un altro ponte, non più esistente, tristemente noto come "ponte dei suicidi". Superato questo ponte si apriva il laghetto di San Marco, piccola darsena (porto) cittadino nel quale arrivava, tra l'altro, la carta necessaria al "Corriere della Sera" della vicina via Solferino. La darsena, ormai purtroppo coperta, la si nota tutt'ora: è lo slargo che va dai civici 19 al 7. Qui si affacciano case ancora con ampi terrazzi che permettevano alle famiglie più facoltose di godere dello specchio d'acqua che si apriva sotto di loro.




Poco più avanti troviamo la medievale chiesa di san Marco, chiamata così in onore del santo protettore di Venezia, la quale aiutò i milanesi nella lotta contro Federico Barbarossa. Anch'essa era sede dei frati agostiniani; dell'antica struttura rimane un chiostro (a sinistra dell'edificio) trasformato in campetto sportivo dell'oratorio.


Il primo elemento interessante lo troviamo nella seconda cappella lungo la navata destra: la cappella della Madonna della cintura, chiamata così per la statua qui conservata (una Madonna con Bambino con in mano una lunga cinta). In questo ambiente c'è una botola che conduce ad un locale sotterraneo dal quale parte un cunicolo cieco. Dal chiostro invece, attraverso una grata, è possibile accedere a dei locali sotterranei che però non è possibile visitare. Ad oggi non si conosce la funzione di questi luoghi così misteriosi, ma si ipotizza che fossero dei passaggi che avrebbero permesso agli Sforza di fuggire dal vicino castello per giungere in questa chiesa.


A destra dell'altare maggiore si trova una lastra tombale con un altorilievo che rappresenta un uomo in abiti rinascimentali; probabilmente un personaggio che sarà stato noto, ma ad oggi non è possibile saperlo dato che qualcuno ne ha accuratamente cancellato il viso e ogni altro segno distintivo. Si tratta probabilmente di un grave caso di damnatio memoriae. Chi commetteva un crimine nei confronti della Chiesa era condannato a veder cancellato il suo ricordo dopo morto; lapidi, statue e documenti venivano distrutti in modo che di lui non si ricordasse più nessuno (!)


L'organo della chiesa ha avuto in passato un grande onore: quello di essere stato suonato nel 1770 da un quattordicenne Mozart che, tra l'altro, abitò per tre mesi nella canonica di San Marco.



Condominio di fronte alla chiesa di san Marco...comodamente servito da scala mobile!








Nessun commento:

Posta un commento