domenica 18 maggio 2014

BRERA parte 2



Dunque l'ultimo post si era concluso in c.so Garibaldi, all'altezza di p.za san Simpliciano. Se si prosegue lungo questa via storica, a un certo punto si incrocia via Moscova, una volta chiamato stradone di S.Teresa, dall'omonima chiesa settecentesca, soppressa nel 1783 e oggi adibita a biblioteca multimediale della Braidense. La chiesa fu costruita sulle rovine dell'antico monastero delle Carmelitane Scalze e, una volta sconsacrata, fu utilizzata, tra l'altro, dalla Manifattura Tabacchi. Nel 2003 è stata inaugurata l'attuale mediateca.

Prossima tappa: Cimitero monumentale (da via Moscova proseguire sempre dritto per via Alessandro Volta)...ma prima è sicuramente piacevole ammirare il palazzo ottocentesco comunemente chiamato Ca' di facc in piazzale Baiamonti, 1. Il suo nome deriva dal fatto che sulla facciata sono stati posizionati ben 51 medaglioni con i volti di personaggi più o meno illustri delle arti, politica, armi, scienze e lettere
Da p.le Baiamonti, proseguendo per via Ceresio (viale anticamente popolato da laboratori di scultori grazie al vicino sepolcreto), si arriva al Cimitero Monumentale, vera e propria raccolta di opere artistiche funerarie dal 1866 ad oggi.
Il Famedio che si erge al centro della struttura ospita le spoglie di alcuni milanesi illustri (Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Salvatore Quasimodo, Francesco Hayez, Giuseppe Missori, Cesare Correnti...), nonchè le menzioni di cittadini illustri comunque sepolti in altre parti del Monumentale.
Tra questi ricordiamo:
- Gino Bramieri
- Walter Chiari
- Guido Crepax
- Giovanni D'Anzi
- Giorgio Gaber
- Don Giussani
- Enzo Jannacci
- Carlo Maciachini
- Filippo Tommaso Marinetti
- Giuseppe Meazza
- Alda Merini
- Wanda Osiris
- Franca Rame
- Giovanni Virginio Schiaparelli
- Enzo Tortora
- Arturo Toscanini
- Hermann Einstein (papà di Albert)
All'esterno le tombe sono talmente grandi che alcune cripte vennero addirittura utilizzate come bunker antiaereo durante la seconda guerra mondiale!
Colpisce la tomba della famiglia Bocconi poichè molto alta e pensata per poter superare in altezza quella del vicino, mentre quella della famiglia Campari rappresenta "l'Ultima cena" con statue più grandi delle persone!
Infine questo luogo è da ricordare perchè primo in Europa ad ospitare un forno crematorio.
E' possibile effettuare visite guidate al cimitero inviando una mail a: dsc.visiteguidatemonumentale@comune.milano.it


Dal piazzale del cimitero, se non si è troppo stanchi dopo la visita al museo a cielo aperto del Monumentale, si può arrivare in corso Como a piedi (10 minuti).
Quest'ultimo è la prosecuzione di corso Garibaldi verso, appunto, Como. Ad oggi è un bella isola pedonale che si conclude, poco prima della stazione Garibaldi,  con la nuova piazza Gae Aulenti che ospita ad oggi l'edificio più alto di Milano (e d'Italia): Palazzo Unicredit (m 231). La guglia, disabitata, è una citazione del guglione del Duomo con il quale dialoga a distanza ed è interamente rivestita di led che possono assumere diversi colori a seconda della ricorrenza, ad es. durante l'Avvento del 2013 era illuminata di verde a rappresentare un albero di Natale.

"Telefono senza fili " in p.za Gae Aulenti

Prima di giungere alla porta ottocentesca che si staglia in fondo a Corso Como, si incrocia sulla destra viale Pasubio. Al numero 10 si trova un'antica trattoria ("Antica trattoria della pesa") che prende il nome dalla vicina pesa del XIX sec. In questo posto infatti venivano pesate le merci che entravano in città prima di pagare il dazio presso i vicini caselli daziari (li possiamo ancora oggi vedere: sono i due edifici bassi ai lati della porta). Nel cortile interno della trattoria inoltre è attualmente conservata la bilancia utilizzata a questo fine.

La porta stessa ha una storia particolare: in origine si chiamava Porta Comasina (poichè posizionata sulla strada che dalle mura spagnole conduceva a Como), poi intitolata "all'eroe dei due mondi". In origine venne dedicato all'imperatore Francesco I d'Austria a ricordo della sua visita in città del 1825. La dedica recitava:
"A Francesco I / Pio Ottimo Massimo / I negozianti milanesi eressero"
Si racconta che l'epigrafe venisse commentata aggiungendo un ultimo verso: "sebbene poca volontà ne avessero".
La porta infatti fu costruita anche grazie al contributo dei commercianti della zona...pare senza troppo entusiasmo!


Questa porta rappresentava il punto di passaggio obbligato per la popolazione comasca e brianzola che si recava a Milano per lavoro presso gli stabilimenti industriali che qui si trovavano verso la fine dell'Ottocento. Per queste ragioni, in questo periodo nacquero i quartieri, allora popolari, di Garibaldi ed Isola Garibaldi.




All'inizio di c.so Garibaldi si trova l'originale chiesa di santa Maria Incoronata. Sorse nel XV sec. quale sede principale in Lombardia dei frati agostiniani. L'originalità sta nel fatto che in principio questa chiesa era doppia e solo successivamente le due vennero unite per formare un unico capolavoro quale oggi appare ai nostri occhi. La chiesa di sinistra, insieme al convento agostiniano, sorse per volere di Francesco Sforza nel 1451, mentre quella di destra fu fatta erigere per volere di Bianca Maria Visconti (moglie del duca) nel 1460. Le due chiese vennero unite nel 1468, ottenendo così un edificio a pianta quadrata, sicuramente originale, ma poco comoda per seguire le funzioni religiose se si è seduti nella navata opposta a quella dove si celebra!
Capolavoro di questa struttura religiosa è l'ex biblioteca umanistica dei frati agostiniani che si trova al primo piano dell'unico chiostro (su quattro) sopravvissuto. L'ingresso rimane sulla sinistra della chiesa ed è possibile visitarlo solo su prenotazione, telefonando in parrocchia allo 02654855, o in occasione di eventi culturali.


Infine è sicuramente piacevole rinfrescarsi, in un caldo pomeriggio estivo, presso le grate di fronte alla chiesa che comunicano con la sottostante metropolitana!


Alle spalle della chiesa troviamo via s Marco, così chiamata per l'omonimo edificio religioso al termine della strada.
Questa via ricalca il vecchio tracciato del naviglio della Martesana che, dal fiume Adda, attraverso l'attuale via Melchiorre Gioia, giungeva fino alla cerchia dei navigli (via Fatebenefratelli).
Ad oggi, all'altezza di via M. Gioia, l'alveo del naviglio prosciugato lo si può tranquillamente percorrere a piedi (vi si trovano panchine e alcuni giochi per bambini); una volta passati sotto il ponte della cerchia dei bastioni di Porta Nuova (tombon de San Marc), si giunge alla chiusa dell'Incoronata, creata da Leonardo insieme ad altri ingegneri, che serviva alle imbarcazioni per proseguire il proprio viaggio superando i dislivelli del corso d'acqua (sono rimasti i portoni di legno originali). Sempre a questa altezza ancora possiamo notare la garitta in mattoni che ospitava gli addetti alla riscossione del dazio (gabella) sulle merci che entravano in città; poco più avanti infatti c'è ancora il ponte delle gabelle.


All'altezza di via Montebello invece sorgeva un altro ponte, non più esistente, tristemente noto come "ponte dei suicidi". Superato questo ponte si apriva il laghetto di San Marco, piccola darsena (porto) cittadino nel quale arrivava, tra l'altro, la carta necessaria al "Corriere della Sera" della vicina via Solferino. La darsena, ormai purtroppo coperta, la si nota tutt'ora: è lo slargo che va dai civici 19 al 7. Qui si affacciano case ancora con ampi terrazzi che permettevano alle famiglie più facoltose di godere dello specchio d'acqua che si apriva sotto di loro.




Poco più avanti troviamo la medievale chiesa di san Marco, chiamata così in onore del santo protettore di Venezia, la quale aiutò i milanesi nella lotta contro Federico Barbarossa. Anch'essa era sede dei frati agostiniani; dell'antica struttura rimane un chiostro (a sinistra dell'edificio) trasformato in campetto sportivo dell'oratorio.


Il primo elemento interessante lo troviamo nella seconda cappella lungo la navata destra: la cappella della Madonna della cintura, chiamata così per la statua qui conservata (una Madonna con Bambino con in mano una lunga cinta). In questo ambiente c'è una botola che conduce ad un locale sotterraneo dal quale parte un cunicolo cieco. Dal chiostro invece, attraverso una grata, è possibile accedere a dei locali sotterranei che però non è possibile visitare. Ad oggi non si conosce la funzione di questi luoghi così misteriosi, ma si ipotizza che fossero dei passaggi che avrebbero permesso agli Sforza di fuggire dal vicino castello per giungere in questa chiesa.


A destra dell'altare maggiore si trova una lastra tombale con un altorilievo che rappresenta un uomo in abiti rinascimentali; probabilmente un personaggio che sarà stato noto, ma ad oggi non è possibile saperlo dato che qualcuno ne ha accuratamente cancellato il viso e ogni altro segno distintivo. Si tratta probabilmente di un grave caso di damnatio memoriae. Chi commetteva un crimine nei confronti della Chiesa era condannato a veder cancellato il suo ricordo dopo morto; lapidi, statue e documenti venivano distrutti in modo che di lui non si ricordasse più nessuno (!)


L'organo della chiesa ha avuto in passato un grande onore: quello di essere stato suonato nel 1770 da un quattordicenne Mozart che, tra l'altro, abitò per tre mesi nella canonica di San Marco.



Condominio di fronte alla chiesa di san Marco...comodamente servito da scala mobile!








domenica 27 aprile 2014

BRERA parte 1



VIA FIORI CHIARI

Il nome di questo quartiere deriva probabilmente da Braida, termine di origine longobarda che indica una superficie erbosa nei pressi della città.  
L'itinerario parte da p.za Cordusio per concludersi in via Verdi, nei pressi della Scala.

Nell'antica Mediolanum la porzione di città che andava dall'attuale p.za Cordusio fino a via Cusani/
via Dell'orso era occupato dall'horreum (granaio); attualmente lo si può ammirare nei sotterranei dell'edificio di via dei Bossi 4 (vedi post 23 giugno 2019).
All'incrocio dell'attuale via Broletto con le succitate via Cusani e Dell'orso invece c'era la Porta Comacina dalla quale partiva l'omonima strada di importanza strategica per l'Impero (Mediolanum è stata a lungo capitale dell'impero romano d'occidente) poichè conduceva alle provincie al di là delle Alpi (Gallie) dalle quali veniva la minaccia alla... pace romana. 
Questa porzione di città (dall'antica Porta Comacina fino alle mura spagnole) era caratterizzata da una intensa presenza di chiese, conventi e monasteri. La via che conduceva a Como era per la maggior parte del suo tracciato circondata da una natura vergine e folta che dava rifugio a diversi briganti che prendevano di mira i viandanti diretti in città. Storicamente, anche in anni recenti, questo quartiere ha fotto parlare di se' per episodi di cronaca e microcriminalità...

Dunque, se partiamo da Cordusio, lungo la via Broletto la prima curiosità che si incontra è la chiesa di s. Tomaso in Terramara, un edificio di antica costruzione (risale al x sec.), ma ricostruito nel 1576; la sua facciata è invece neoclassica e fu qui posizionata nel 1827 cambiando radicalmente l'orientamento della chiesa. Un'antica leggenda milanese narra che il nome derivi da un episodio in cui Giovanni Maria Visconti (duca di Milano nel XIV sec.), furioso in seguito al rifiuto del parroco della chiesa di celebrare il funerale di un uomo, dato che la vedova non aveva i mezzi per pagare il compenso al prete, fece seppellire lo stesso prete da vivo nella bara del defunto nel cimitero della chiesa, da cui il nome di San Tomaso in Terra Amara. Probabilmente la dicitura deriva da quelle popolazioni che, sfuggendo alle invasioni barbariche, si rifugiarono in questa zona della città che prese il nome di Terra Amara in memoria delle proprie terre d'origine.

Fonte: Wikipedia


In via del Lauro 7 è il palazzo della Compagnia Milano Assicurazioni, la più antica d'Italia, fondata nel 1825. Nei sotterranei di questo palazzo si può ammirare un'aula rettangolare absidata del I sec. d.c., forse adibita al culto dell'imperatore e perciò detta "domus lauri" che probabilmente ha dato il nome alla via stessa.

Lungo via Mercato (la prosecuzione di via Broletto) si intersecavano via delle Erbe (tutt'ora esistente) e la parallela via della Frutta (ormai soppressa) dove si teneva il mercato durante il medioevo.
All'inizio di questa via, sulla destra, è possibile ammirare la chiesa di santa Maria del Carmine, ex convento dei padri carmelitani del XIV sec. Al suo interno, lungo la navata sinistra, si trova la statua di un santo molto originale: Sant'Espedito, del quale si ignora la biografia e si dubita anche della sua reale esistenza. Molto probabilmente è stato un martire del II sec. d.c., rappresentato con una croce in mano sulla quale c'è scritto hodie (oggi), mentre con il piede sinistro schiaccia un corvo che pronuncia la parola cras (domani). In altre parole, Espedito sembra suggerirci di non fare domani quello che è possibile fare oggi e per questa ragione, nonchè per il suo nome, viene considerato il santo delle grazie urgenti; ne sanno qualcosa gli studenti che chiedono aiuto prima di un esame o una interrogazione imminente!


All'altezza dell'abside di questa chiesa troviamo via Ciovasso dove, un tempo, si teneva il mercato delle sete.
La vicina via Madonnina ha inizio da p.za del Carmine e deve il suo nome forse alla presenza di un' edicola votiva che custodiva la statua della Madonna, eppure, nonostante la presenza di questa sacra opera, la via era il luogo "del malcostume e del vizio" nel XIX sec.
Proseguendo lungo via Madonnina si incrocerà sulla destra la chiesa di San Carpoforo la quale sarebbe stata fondata sul luogo di un antico tempio dedicato a una divinità carpofora (portatrice di frutti) e solo in seguito sarebbe stata trasformata in chiesa cristiana da Santa Marcellina (sorella del vescovo Ambrogio) e successivamente sconsacrata. Ad oggi è sede del Dipartimento di Arti Visive dell'Accademia di Brera.


Questa chiesa si trova in via Marco Formentini (via di certo non dedicata al sindaco di Milano degli anni novanta, ma lo storico del XIX sec.) che si immette in via Fiori Chiari la quale, insieme alla quasi omonima via Fiori Oscuri, aveva la funzione di "camminadelle" di servizio interne e parallele alle mura.

Poco oltre infatti troviamo la cerchia dei navigli (l'attuale via Pontaccio, chiamata così a causa del rozzo ponte che permetteva di scavalcare il corso d'acqua) che circondava le mura milanesi.
In questa via è possibile ammirare Palazzo Crivelli che, prima dei bombardamenti del 1943, occupava quasi interamente il lato opposto della via Pontaccio.

ANTICA FARMACIA V. PONTACCIO ANG. C.SO GARIBALDI

Nel corso del XVI sec. venne demolita la porta medievale che si trovava all'inizio dell'attuale corso Garibaldi.
Al numero 11 del corso troviamo l'ex teatro Fossati, ora sede del Teatro Studio Melato, una delle tre sale del Piccolo Teatro di Milano (l'ingresso principale si trova sulla parallela via Rivoli). Questa istituzione culturale fu edificata sull'area un tempo occupata dal monastero dedicato a Santa Maria degli Angioli e inaugurata un mese e mezzo prima dell'annessione di Milano al Regno di Sardegna (aprile 1859). Con la scacciata degli austriaci si decise di posizionare sulla facciata del teatro le statue di Giuseppe Garibaldi e sua moglie Anita, nonchè dedicare il corso all'eroe dei due mondi.
Originariamente doveva essere un teatro diurno, cioè un posto per spettacoli pomeridiani che, non avendo il tetto, riceveva la luce solare direttamente dall'alto. In caso di mal tempo, veniva tirato un telone e la recita continuava a lume di petrolio. Negli anni ottanta del secolo scorso il teatro è stato modificato e attualmente la sua sala richiama un motivo tipico dell'architettura tradizionale milanese come i ballatoi a ringhiera. Questo edificio ospita inoltre la scuola di teatro.



Accanto al Teatro Studio c'è l'altra sede, Teatro Strehler inaugurato nel 1998, mentre la sede storica (Teatro Grassi) si trova in via Rovello, alle spalle della chiesa di san Tomaso in Terramara.

Superato il teatro si incontra una piccola chiesa neoclassica che una volta era il tempio evangelico metodista, mentre ora ospita la sede Garibaldi del Centro Aggregazione Multifunzionale. Ciò che più colpisce di questo complesso architettonico è il misterioso portico rinascimentale, o meglio, di ciò che rimane dell'antico portico, che si trova all'interno del giardino del CAM. Negli anni settanta il Comune di Milano decise di abbattere una casa ormai fatiscente che si trovava in questo posto e, nel farlo, spuntò questa opera del XIV sec. Ad oggi non si è ancora riusciti a comprendere a quale edificio appartenesse; si ipotizza che fosse il portico di una sontuosa villa suburbana o i resti del monastero di Santa Caterina.


PORTICI C.SO GARIBALDI

Di fronte al CAM invece, al civico 20, sorgeva "lo Spedale di San Simpliciano", uno dei più antichi ospizi per i poveri, fondato  nell'XI dai ricchi coniugi Della Pila. Quando si decise di trasferirlo all'interno della Ca' Granda, qui fu creato il Conservatorio di Santa Pelagia, riservato a tutte le donne di mondo che decidevano di ritornare a una vita virtuosa.

Come precedentemente detto, questa zona abbondava di strutture religiose e infatti tutt'oggi qui possiamo ammirare la bellissima Basilica di San Simpliciano (vedi post 5 novembre 2013).  

sabato 29 marzo 2014

Palazzo di Brera

L'attuale palazzo altro non era in origine (XIV sec.) che il convento degli Umiliati con l'annessa chiesa di santa Maria in Brera.
Nel XVI sec. quest'ordine entrò in contrasto con l'arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, fino a che un membro dell'ordine, Gerolamo Donato detto il Farina, tentò addirittura di assassinarlo con un colpo di archibugio alle spalle. Il colpo mancò il bersaglio (data la fama di santità che già circondava il Borromeo, il fatto fu considerato un segno miracoloso), ma l'attentato provocò una dura repressione e l'ordine fu soppresso, mentre il Farina e altri due suoi confratelli, rei confessi sotto tortura, vennero condannati a morte.
Nel 1572 quindi la struttura passò ai Gesuiti che vi aprirono un collegio, "dando così il la" alla creazione di diverse istituzioni culturali che ancora oggi qui hanno sede.
L'edificio infatti ospita, oltre alla conosciutissima pinacoteca, anche l'Accademia di Belle Arti, l'Osservatorio astronomico e il suo museo, l'Orto botanico, la biblioteca Braidense, l'Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.

Il Cortile d'onore ospita al suo centro la statua bronzea (del 1812) di Antonio Canova che ritrae Napoleone immaginato come Marte pacificatore (la vittoria alata che regge nella mano destra fu rubata nel 1978; l'attuale è una copia qui posizionata nel 1984) chiamato dai milanesi el balabiott (perché sembra che danzi nudo).
Foto tratta da www.pinterest.it

…di quest'opera neoclassica tutto si può dire tranne che rispettasse i canoni realistici del soggetto ritratto!...

Negli intercolumni e alle pareti del portico e della loggia soprastante statue, busti e lapidi celebrano illustri milanesi.
Dettaglio del matematico Cavalieri

PINACOTECA DI BRERA
Questa raccolta di capolavori  nacque inizialmente con finalità didattiche per gli studenti della vicina Accademia di Belle Arti che era stata fondata nel 1776.
La pinacoteca fu aperta ufficialmente nel 1803, sotto Napoleone, quando ormai le opere raccolte erano diventate talmente numerose e belle da meritare uno spazio espositivo; a tal fine venne utilizzato il collegio dei gesuiti a loro volta allontanati da questo luogo da più di trent'anni.

Questo mio post non ha la pretesa di essere una guida alle opere e agli spazi della pinacoteca, ma, come più volte ribadito, cercherà di dare luce agli aspetti più curiosi, dato sicuramente soggettivo.
Dunque l'ingresso alla pinacoteca avviene dal bookshop che detiene un primato e cioè quello di essere stato il primo negozio di libri museale in Italia (venne aperto negli anni Ottanta del secolo scorso).
Le opere sono state esposte secondo il criterio cronologico, così le prime sale ospitano opere del XV sec, ma soprattutto, nella sala I A, è stato riprodotto lo spazio del presbiterio dell'oratorio di Santa Maria a Mocchirolo presso Lentate sul Seveso; gli affreschi della cappella gentilizia sono stati strappati e donati dai proprietari alla Pinacoteca e sono invece databili attorno la fine del XIV sec.



SALA V
Lazzaro Bastiani "S.Girolamo che porta il leone al convento"



SALA VI
Francesco Bissolo "Santo Stefano tra i santi Agostino e Nicola da Tolentino" 

SALA VIII
E' il primo dei quattro grandi saloni neoclassici detti "napoleonici", ricavati nel 1809 soppalcando la navata centrale della ormai sconsacrata chiesa medioevale di santa Maria di Brera, per ospitare le sempre più numerose opere della pinacoteca che ormai non trovavano più spazi nelle vecchie sale.

SALA XIII
E' qui riprodotta la cappella di san Giuseppe della chiesa milanese Santa Maria della Pace con gli affreschi del XVI sec di Bernardino Luini.

SALA XVIII
Questa sala accoglie il laboratorio di restauro dentro al box trasparente situato in mezzo alla stanza. Le pareti libere invece sono adorne di opere del Cinquecento lombardo.

SALA XXIII
Il vano è quasi interamente occupato dal primo dei due depositi a vista (l'altro è nella sala XXXVIII) dove vengono conservate soprattutto le numerose opere che non trovano spazio sulle pareti della pinacoteca. In questa sala inoltre è possibile ammirare quattro dipinti emiliani del primo Cinquecento.

SALA XXX
Daniele Crespi "Ultima cena" (1625)
Quest'opera rimanda alla più celebre Ultima Cena di Leonardo; tuttavia, a differenza di quest'ultima, quello che più colpisce è la tavola decisamente adorna di prelibatezze.

SALA XXXII-XXXIII
Queste due piccole sale sono state allestite per ospitare la pittura delle scuole fiamminghe e olandese tra il XVI e la metà del XVII secolo. Le dimensioni contenute, il soffitto ribassato e il pavimento in parquet vogliono suggerire gli ambienti raccolti delle case patrizie del Nord Europa

SALA XXXIV

Sebastiano Ricci "Martirio di Sant' Erasmo"
La scena è piuttosto truculenta: il santo viene martoriato dai suoi carnefici intenti a strappare le viscere manovrando un argano, attributo iconografico di Erasmo. 


Pompeo Batoni "Madonna con il bambino e i santi"
Tenera è questa immagine di Elisabetta che indica al proprio figliolo la Madonna con il Bambino...quest'Ultimo sembra quasi dialogare, a livello di sguardi, con il coetaneo Giovannino
.

SALA XXXV-XXXVI
Si è voluto in queste sale rievocare gli interni rococò del Settecento e proprio il XVIII sec. è il protagonista di questi due ambienti.

Pietro Longhi "Il cavadenti" (1750 ca)
Il dentista improvvisato mostra fiero il dente appena estratto al giovane dolorante, che gli siede davanti. Assistono e reagiscono alla scena passanti di varia estrazione sociale tra cui una nana che fa le corna.

Gaspare Traversi "La vecchia e lo scugnizzo"

SALA XXXVII
Girolamo Induno "Triste presentimento" 1862

La ragazza si sveglia nella sua stanza disordinata e guarda triste il ritratto del suo fidanzato impegnato nelle lotte risorgimentali.
Diversi elementi della stanza richiamano questo periodo storico, tra cui "Il bacio" di Francesco Hayez che è esposto nella stessa sala esattamente di fronte al "Triste presentimento". Eppure quest'ultimo è postumo di soli tre anni; "Il bacio" infatti riscosse molto successo sin dalla sua presentazione.

Infine vorrei concludere con il dipinto che più mi ha emozionato...

Guido Reni "I santi Pietro e Paolo"




Accademia di belle arti occupa gran parte del palazzo, ma ad oggi gli spazi risultano essere insufficienti, tanto che di recente è stata aperta un'altra sede presso l'Istituto Tecnico Commerciale "G. Zappa" in viale Marche.
Interessante risulta essere l'aula 22 (scenografia), non solo per le opere realizzate dagli studenti, ma anche per il soffitto che corrisponde a quello della ormai soppressa chiesa di s. Maria in Brera (notare gli affreschi medioevali).

Biblioteca Braidense (dove per Braidense si intende appunto di Brera) venne fondata nel 1770 dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria e il suo ritratto lo possiamo ammirare nella sala Maria Teresa.
In questa stessa sala pendono grossi lampadari a gocce settecenteschi ricostruiti con i resti di quelli che illuminavano il salone delle Cariatidi di Palazzo Reale, distrutti durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale (le lampadine inoltre, tanto per prevenire, vennero in origine ognuna marchiata con la dicitura "Rubata alla Biblioteca Nazionale Braidense").
L'attuale sala di lettura (detta Teologica) era la sala di studio dei Gesuiti, mentre la sala cataloghi era l'ex sartoria del palazzo di Brera. Infine la sala di consultazione era l'aula di insegnamento di Giuseppe Parini che dal 1754 al 1799 tenne la cattedra di eloquenza al Liceo di Brera e sempre in questo Palazzo abitava.
Mentre usciamo dalla Biblioteca ammiriamo lo scalone d'onore settecentesco.

Maria Teresa d'Austria

Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere
Art. 1  (Statuto)
1. L'Istituto Lombardo, Accademia di Scienze e Lettere, ha per scopo di cooperare al 
progresso degli studi e delle loro applicazioni. L'Istituto assegna i premi da esso istituiti 
per il perseguimento del suo scopo o spettanti alle fondazioni da esso amministrate.
L'Istituto Lombardo è stato istituito da Napoleone Bonaparte nel 1797 e tra i suoi membri si possono annoverare: Alessandro Volta, Vincenzo Monti, Alessandro Manzoni, nonché Napoleone stesso.


Nel recarci all'Osservatorio Astronomico si passerà inevitabilmente davanti ad un monumento che, oltre ad essere un'opera d'arte, è anche la dimostrazione pratica di quanto sia importante che, in questo caso, la scultura e i vari rami del sapere collaborino tra di loro.

Pietro Consagra "Muraglia Cangrande"
L'opera infatti è composta da diversi blocchi di marmo rosso che risultano essere stabili senza l'ausilio di alcun collante, ma semplicemente grazie allo studio fisico dell'equilibrio.


Osservatorio astronomico
Questa istituzione nacque nel 1760 grazie all'iniziativa dei gesuiti Pasquale Bovio e Domenico Guerra; dal 1922 l'osservazione del firmamento è stata spostata nella sede distaccata di Merate dove risulta (risultava?) esserci meno inquinamento luminoso.
Nel Palazzo di Brera ad oggi è possibile osservare il museo astronomico (http://www.brera.unimi.it/) e, solo in occasione di visite guidate, la cupola Schiaparelli dove l'omonimo astronomo ebbe modo di studiare, tra l'altro, Marte e la sua superficie. Fu proprio qui che scoprì che il pianeta rosso aveva sulla propria crosta delle formazioni scure, rettilinee che vennero chiamate canali. L'osservazione diede l'avvio ad ipotesi, racconti e speculazioni sulla presenza di vita sul pianeta: si pensava infatti che delle forme di vita intelligenti incanalassero la poca acqua rimasta per la ridistribuzione planetaria.


Cupola Schiaparelli









Cupola a fiore situata sul tetto del Palazzo, prospiciente l'Orto Botanico.
Questa cupola fu danneggiata dai bombardamenti del 1943 e ricostruita 12 anni dopo con l'attuale forma.
Il nome deriva dal fatto che questa struttura era costituita da quattro lastre triangolari che si aprivano verso l'esterno come i petali di un fiore, per dare la possibilità di scrutare il cielo.
Nel 1993 sono stati bloccati i "petali" in posizione semiaperta con quattro inserti di metallo dotati di oblò e la cupola è stata trasformata in sala per conferenze.

Orto botanico
L'orto, incantevole e suggestiva isola verde nel pieno centro di Milano, fu fondato nel 1774 da Maria Teresa d'Austria, la quale stabilì che l'ex giardino dei Gesuiti diventasse un'istituzione con finalità didattico-scientifiche per gli studenti di medicina e farmacia.
I due Ginkgo, maschio e femmina , età 230-240 anni, sono i più vecchi alberi dell'orto e le loro foglie sono il simbolo di questo posto. La specie viene chiamata "albero dei dinosauri" poiché rimasta immutata da ben 200 milioni di anni!
All'ingresso si può notare un piccolo osservatorio astronomico ormai in stato di abbandono. Questo comunicava tramite un cavo di metallo che partiva dal palo ancora situato alla sua destra e che giungeva fino alla strumentazione situata sul tetto.

Nell'allontanarci dal Palazzo passeremo davanti alla Piazzetta di Brera dove una volta si affacciavano S. Maria di Brera e la chiesa duecentesca di S. Eusebio. La prima fu inglobata nell'attuale Palazzo e la sua facciata è possibile ammirarla ancora oggi, seppur omologata al resto del palazzo, mentre S. Eusebio fu abbattuta nel XIX sec., durante quel periodo dove pareva normale compiere tali scelleratezze.

S. Maria di Brera facciata








Saluti da Brera














lunedì 10 marzo 2014

IMMAGINI CURIOSE


















Take away cinese












...Chiunque desideri inviare foto curiose su Milano lo può fare scrivendo a milanocuriosa@gmail.com
saranno pubblicate in questo blog prossimamente!