domenica 29 marzo 2020

...QUEI LUOGHI CURIOSI DELLA VITA DI ENZO JANNACCI



Foto tratta da www.glistatigenerali.com


Chissà cosa avrebbe detto Vincenzino Jannacci della situazione che stiamo vivendo oggi a causa dell'emergenza sanitaria.
Di sicuro non sarebbe rimasto a guardare come un semplice spettatore, ma si sarebbe speso in prima persona, mosso dalla sua sensibilità di medico e di artista.
Sì, perché Enzo Jannacci (all'anagrafe Vincenzo) era forse una delle "belle teste" che hanno dato lustro a quel popolo di "santi, poeti e navigatori" stanziati su questo strano stivale...

Nasce nel 1935 in via Lomellina (zona Forlanini), si laurea al conservatorio e, non pago, consegue la magistrale in medicina, specializzandosi in chirurgia. Ancora si ricorda il suo contributo in Sudafrica all'equipe del cardiologo Christiaan Barnard diventato famoso per avere eseguito il primo trapianto di cuore al mondo.
Infine, per non farsi mancare niente, per diversi anni ha fatto l'istruttore di Karate in una palestra milanese.

Il suo esordio nel campo dello spettacolo avviene nel 1956 (all'età di 21 anni), come tastierista di Tony Dallara e poi di Adriano Celentano, al santa Tecla, locale storico alle spalle di Palazzo Reale.

Sei anni dopo lo troviamo come co-protagonista dello spettacolo "Milanin Milanon" al teatro Gerolamo; eppure il vero successo arriva solo al Derby, locale di cabaret nei pressi di p.le Lotto.

Nel 2004 si cimenta come regista al teatro dei Filodrammatici ne "La storia del Mago".


Alla sua morte, avvenuta nel 2013 all'età di 77 anni, il Municipio 4 ha voluto sdebitarsi di tutto quello che Jannacci ha donato a tutti noi commissionando due murales che ricordano altrettante famose canzoni: "El portava i scarp del tennis" e "Andava a Rogoredo".
Il primo graffito si trova in viale Corsica, nei pressi del ponte ferroviario e la sua collocazione non è casuale; infatti il protagonista di "El portava i scarp del tennis" era un senza tetto che viveva proprio in questa parte della città.

Foto tratta da www.expedia.it


In via Orwell invece troviamo il dovuto omaggio a Jannacci che in questo quartiere ha ambientato una surreale storia d'amore raccontata in  "Andava a Rogoredo".

Foto tratta da www.repubblica.it



Altri omaggi sono stati fatti a Jannacci da parte del Municipio 4.
In via Lomellina (non lontano dalla casa paterna poi diventata suo studio medico) troviamo una targa che ci ricorda lo struggente pezzo "E io ho visto un uomo", canzone in grado di trasmettere il freddo dei cuori che abitano questa città.

In piazza Martini (altra targa) invece si sa che "ier sera pioveva" e qui avremmo trovato "el me zio…ch'el tampinava ona bella mora era appena uscito dal neurodeliri a vottant'ann. La forza dell'amore…" 

Ed è proprio in omaggio a "El portava i scarp del tennis" che oggi il centro di accoglienza per i senzatetto di viale Ortles è dedicato al cantautore meneghino di origini pugliesi (e ancora prima macedoni).

Foto tratta da www.milano.repubblica.it



Infine, se vogliamo soffrire meno di nostalgia, possiamo recarci in piazza cardinal Ferrari, dove avremo modo di sentirci in sua compagnia all'ombra di un bel murales che ritrae Enzo accanto ad Alda Merini, al suo amico Giorgio Gaber, Franca Rame…
Ogni graffito è stato realizzato nel 2014 dal collettivo degli Orticanoodles, affiancando e sovrapponendo macchie di colore che, viste da vicino non sembrano rappresentare alcun personaggio, mentre nell'allontanarsi prendono magicamente forma.

foto tratta da www.milanostupenda.wordpress.com




Con Enzo Jannacci dunque andiamo alla scoperta dei luoghi della sua vita, o meglio delle curiosità di quei posti che hanno visto esibirsi l'istrionico cantautore milanese.

I suoi esordi avvennero al santa Tecla, locale storico per la musica italiana. Qui infatti, nel piano interrato sono nati artisticamente cantanti come Luigi Tenco, Adriano Celentano, Lucio Battisti. Fa tristezza pensare ai fasti gloriosi di questo posto così importante e oggi invece ridotto a palestra non desiderosa, per di più di dare luce alle sue gloriose origini.

Foto tratta da www.yelp.it
In questa foto non è ancora una palestra...


Il teatro Gerolamo è sinonimo, nella memoria dei milanesi, di spettacoli di burattini della gloriosa compagnia dei Colla. Eppure negli anni sessanta questo piccolo teatro (ad oggi ospita 210 posti) dava spazio alle esibizioni più svariate tra cui anche "Milanin Milanon" che vide Jannacci debuttare sulle tavole di un palcoscenico.
E' comunque il Gerolamo un piccolo gioiello tutto da scoprire in questa sorprendente città. Venne ristrutturato seguendo il modello del più celebre teatro Alla Scala...dunque, una volta seduti tra le sue file, ci sembrerà di stare al Piermarini...ma in scala!

Foto tratta da www.operaincasa.files.wordpress.com


Decisamente originale invece è la storia del Derby:
nella palazzina di via Monterosa infatti, negli anni '60, c'era solo un ristorante che "navigava in brutte acque". Il figlio del proprietario dunque decise di ospitare dei musicisti jazz e da allora il locale divenne il principale punto di riferimento dei più famosi compositori di questo genere musicale. Ma i musicisti non furono altro che la premessa di ciò che poi rese famoso questo posto: qui infatti presero ad esibirsi cabarettisti famosi o che da lì a breve lo sarebbero diventati.

Foto tratta da wikipedia

Nel 1985 il Derby chiuse. La principale concausa di questa situazione fu la concorrenza televisiva e, nello specifico, quella di "Drive in" (trasmissione che ospitava gran parte dei comici del Derby)...! Eppure idealmente questo cabaret "passò il testimone", un anno dopo la sua chiusura, ad un altro tutt'ora operativo: "Zelig".


Anche il Filodrammatici, che ha visto l'esordio alla regia di Jannacci, ha una storia assolutamente degna di nota
In origine, nel 1796,  questo teatro, anche conosciuto con il nome di "piccola Scala",  si chiamava "Teatro Patriottico" ed aveva sede nell'attuale Palazzo della Questura in via Fatebenefratelli, dove si trovava una delle più prestigiose istituzioni milanesi: il Collegio de' Nobili. Questo convitto aveva al proprio interno un teatro che venne sequestrato con l'arrivo di Napoleone in città. Solo due anni dopo i Barnabiti ripresero possesso del Collegio e la compagnia teatrale ricevette, come spazio dove potersi esibire, la chiesa dei SS. Damiano e Cosma che si trovava al posto dell'attuale teatro dei Filodrammatici. Fu quindi costruito un teatro "democratico" (in linea con le ideologie napoleoniche), cioè senza gli aristocratici palchi e, per recuperare i fondi necessari, furono vendute anche quattro campane della ex chiesa ormai demolita. In origine gli spettacoli andavano in scena solo di venerdì, giorno di chiusura della Scala.
Vi recitavano, quali attori dilettanti, anche il Monti, il Porta e, forse, Ugo Foscolo, che fu comunque socio.
La facciata liberty che vediamo oggi è completamente diversa dal proprio interno, rifatto negli anni '60 a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Foto tratte da www.italianways.com



















Se oggi vogliamo portare un fiore sulla sua tomba dobbiamo recarci al Cimitero Monumentale che ospita al suo interno le spoglie dei più illustri cittadini (quelle di Jannacci si trovano nella cripta del Famedio).

Foto tratta da www.viaggiosottocasa-wordpress.com



Dunque non rimane che salutarci e ringraziare questo stralunato cantautore milanese per la sua arte, poliedricità e genialità e, non per ultimo, per averci dato l'occasione di scoprire parti della città con aneddoti, mi auguro, che vi hanno fatto sorridere, come un buon pezzo di... Vincenzino Jannacci!

Foto tratta da www.luinonotizie.it

4 commenti:

  1. Come "nessun commento"?
    E allora Concerto! Si, un concerto per il tuo commovente atto d'amore Francesco, che Enzo si è meritato tutto nella sua vita che ci ha dedicato ! Si, che ha dedicato a tutti noi che un cuore ce lo abbiamo , e lo ascoltiamo e ci commuoviamo ancora, nel profondo ascoltando i suoi LP!!! Ti vogliamo tanto, tanto bene Enzo!

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